giovedì 20 gennaio 2011

DE LEAR-HUME, n.1: FUOCO-TERRA

Il fuoco era acceso ed il cielo era spento. Livido pomeriggio.
Il ghiaccio assediava le nostre case. Improvviso, il cambio di scenario:
croste di muro cadevano dalla cappa del camino nel fuoco. Pensavo che la terra scuotesse la casa, ed invece: raspando, lottando, aggrappandosi, cadendo -senz’ali che tenessero- nel fuoco due uccellini neri di fuliggine che avevano scrostato di becco d’artiglio e di piume, fra le fiamme dalle fiamme fuggivano ed il cielo terso dietro alle finestre era il loro miraggio ed in fuoco si lanciavano contro alla lastra impenetrabile, instaurando l’inferno nella sala, le tende bruciavano e loro allucinati panciainaria sul pavimento ormai implumi carbone nei polmoni con l'ultimo sguardo al cielo, ormai lontano, troppo lontano, si dibattevano ancora, cinguettavano rochi isterici e sfasciati.Vivi.
Fuoco. Fumo. Dappertutto.
Dalla cantina scappavano i topi e dietro di loro fuggivano i gatti e poi i cani e poi i savi e le donne col bastone e gli uomini col fucile e poi i simboli i sindaci dalla cantina scappavano, seguiti dai magistrati, davanti ai re agli dei ed agli enti sconosciuti che appiccavano fuoco col solo sguardo.
Tutto era bruciato quando mi risvegliai e respiravo cenere.
Scansavo macerie e travi ed il piano di sopra e tutto, che tutto era bruciato, scansavo per uscire, il gatto appollaiato sul pilastro intatto delle fondamenta fissava il gatto morto sul ciglio della strada, pancia aperta che arrivava fino al fiume, e che sorridente, mi diceva : “Non ti preoccupare per me non mi piangere sono solo uno scarafaggio vedi la mia carne è corazzata rimbalzo agli urti guarda non mi rompo non mi apro, le mie interiora adesso sono insetti e volano, volano lontano nel cielo, volano e sai, non muoiono. Cosa vuoi farci, non muoiono !”
Nel pugno ho sei mosche . Che bella fiaba, che bella fiaba mancata per un pelo !
Ed eccolo verme gigante appostato quasi per caso al cumulo fumante : “E’ meglio che nessuno sappia che io ti sto dicendo queste cose" e s’accerta che solo io possa sentirlo  "ad est l’orso rimonta la tigre ferita, a nord stella polare in crisi -pericolo magnetico- ad ovest l’aquila plana, strano a dirsi, ghermisce. Guarda a sud : masse in fuga !”
Migliaia di formiche fuggono impazzite da nuovi camini che spuntano sulla superficie del pianeta cenere.
L’intero palazzo di carte antiche è bruciato, il boss è ferito gravemente, le scorte per l'inverno irrimediabilmente perdute. 
“Mi si è inaridita la saliva in bocca... E’incredibile,vero ? Lingua secca mi si spezza. Vai... vola nell’areamedia e lì procurati il calice... l’organizzazione ti farà avere nostre notizie... il posto è immediatamente a nord dell’ospedale dei ragni che sputano mosche... dei bachi santi e ballerini”
Il calice è rozzo ed ossidato. E tutti mi volevano far credere che fosse splendente e luminoso e che bevendovi il sole sarebbe sempre stato alto nel cielo. “Il muco saliva di lumaca che è in me -prese a parlare il calice- devi berlo tutto e devi appoggiare le tue labbra sulle mie e leccare il bordo. Caccia a fondo le tue dita nel mio interno, raschia. Non lasciare nulla.”
Ero steso, terra sulla terra. Ciò che mi diede la vita me la toglieva.
Terra. Fuoco. Terra bruciata.
Seppellivano gli assassini sotto al corpo della propria vittima.”

10 commenti:

  1. ‎..."Improvvisamente aprì gli occhi in quella fredda mattina d'inverno..ancora una volta si chiese il perchè! Perchè una giornata intera per desiderare fosse l'ultima...ancora una volta!"...
    Ciaoooo

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  2. Mmmm... sì... può darsi. Ma non ne sono sicuro... dovresti darmi una mano, a volte, aiutarmi a capire ciò che scrivo....

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  3. ...hai trovato tutto quello di cui necessiti...adesso lo so.

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  4. sìììì!? Di cosa necessitavo? Cosa cercavo?

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  5. Lo sai benissimo di cosa necessiti, è la cosa più banale e meschina che esiste, ma anche gli apparentemente intellettuali raffinati come te la anelano. L'hai trovata, buon per te.

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  6. Sembro un intellettuale raffinato? Mi sembra proprio di no... ma forse mi sbaglio, io non pensavo neppure di anelare.

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  7. Sì lo sembri anche se è chiaro che non lo sei, anelare invece è ovvio che è nella tua natura...

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  8. Ho creato questo blog per cercare di capire cosa pensassero gli eventuali lettori di ciò che scrivo. Capirlo da solo per me non è semplice, quindi cerco l'aiuto degli altri. Per questo, francamente, i commenti che riguardano ciò che sembro e ciò a cui io pare debba naturalmente anelare, mi lasciano alquanto perplesso. Prego Anonimo di seguire questa linea, in futuro, e Per Favore. Grazie.

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  9. Molto bene, ci sei arrivato! Sono pienamente d'accordo con te rispetto all'inopportunità dei miei commenti, ma, scusami, ho letto quel che hai scritto (e in merito ho una mia opinione in via di formazione) e i commenti di Mara mi sembrano poco attinenti almeno quanto i miei.
    Quindi sì, sono d'accordo, fai sì che questo blog sia il luogo in cui le persone scrivono quello che pensano sulla tua opera, e non uno scambio di battute incomprensibili ai più e capite solo da voi due; i vostri dialoghi fateli altrove. Credo che la cosa gioverebbe a tutti, a te per primo. In questo senso ho detto che avevi già trovato quanto cercavi, ovvero una persona (Mara nel tuo caso) che capisce e apprezza quello che scrivi ed evidentemente anche quello che sei; il resto del mondo ancora non ti conosce, non farti "incensare" cripticamente da chi ha un simile vantaggio. Sbaglio? Nei prossimi commenti ti scriverò cosa penso di quello che scrivi, a presto.

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  10. Invece, sinceramente, io non sono d'accordo. Non credo tu sia nella posizione di poter dire che io e chiunque altro si debba comunicare altrove perché tu non gradisci la nostra conversazione. Non fruirne. Non sei obbligato/a a farlo. Non c'è nulla, inoltre, nelle conversazioni in oggetto, che sia "incensante", di certo nulla di più "criptico" di ciò che è questa Nostra conversazione, criptica anche per me.

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