mercoledì 26 gennaio 2011

IL LIBRO sCONSIGLIATO


J.K.HUYSMANS : CONTROCORRENTE (1884)

La critica colloca “Controcorrente” tra i classici (un giorno, l'asteroide dei classici si schianterà sulla terra cancellando finalmente l'umanità), la pietra miliare della transizione tra il quadrato realismo e l'inquieto decadentismo, insomma, una vera porcata.
La "Salomè" di Moreau, part.,
quadretto che Des Esseintes si teneva
nel salottino buono.
La trama: Des Esseintes, il nostro protagonista, al culmine di una vita dedicata a dissolutezze oppiacee et meretricee, ovvero tutto quanto tradizione vuol essere confacente a lenire il metropolitano spleen (male endemico per i letterati francesi del XIX sec., che in italiano si traduce con smaronatura globale), prende a rifiutare il Mondo, disgustato, e lo fugge. Si compra la villona in campagna, si affitta due-tre schiavi e prima d'accorgersi d'essersi rinchiuso con la compagnia peggiore che gli potesse capitare - sé stesso - prende a compiacersi della sua collezione. Di che? Oh, non preoccupatevi. Huysmans ce ne farà la lista. Sì, perchè da questo punto in poi, il romanzo diventerà un catalogo di tutto ciò che la casa del Nostro contiene. Un esempio... nel capitolo III, 14 pagine nell'edizione sotto mano, parlando della biblioteca di casa Des Esseintes, cita: Virgilio, Omero, Teocrito, Ennio, Lucrezio, Macrobio, Pisandro, Catullo, Ovidio, Orazio, Cicerone, Cesare, Sallustio, Tito Livio, Svetonio, Tacito, Giovenale, Persio, Tibullio, Properzio, Quintiliano, i due Plinio, e non mancano Stazio, Marziale di Bilbili, Terenzio e Plauto, Lucano e Petronio. E: Frontone, Aulo Gellio, Apuleio, Minucio Felice (definito soporifero, da quale pulpito!), Tertulliano, san Cipriano, Arnobio, Lattanzio (pastoso), Commodiano di Gaza, Ammiano Marcellino, Aurelio Vittore (e che? Potevano mancare?), Macrobio, Claudiano, Rutilio, Ausonio (e Paolino, il suo allievo), Juvenco, Vittorino, Ilario di Poitiers, Ambrogio, Damaso, Gerolamo, Sidonio Apollinare (pensavate se lo fosse dimenticato, eh?) Merobaude, Sedulio, Mario Vittore, Orienzio (voi direte: ma Orienzio chi? Orienzio, vescovo di Auch), Draconzio, Claudio Mamert, Avito di Vienna, Ennodio, Eugippo, Veranio di Gévaudan, Aureliano e Ferreolo, Rotero d'Agde (chi è costui? Uno storico. La sua opera è andata perduta, però, cavolo!), Fortunato (e pure vescovo di Poitiers), Boezio, Gregorio di Tours, Jonas, Beda il Venerabile, non manca il monaco anonimo di Lindisfarn, Defensorio, Baudonivia, e: Adelmo, Tatwine, Eusebio, san Bonifacio, Alcuino, Eginardo (e simili), anonimo di San Gallo, Freculfo e Reginone, Abbone il Curvo (per distinguerlo da Abbone il Rettilineo), Walfrido Strabone, Ermoldo il Nero, Macro Florido...... e insomma... c'è da divertirsi.
In un capitolo, nomina anche gli scrittori contemporanei. Fra questi Des Esseintes ama soprattutto Mallarmé, che, probabilmente sentendo di doversi sdebitare, scriverà a Huysmans una delle poche cose positive che i suoi contemporanei diranno di questo romanzo, e sentite in quali termini: “In tutto ciò, (…) la forza della sua opera (che sarà tacciata d'immaginazione demente ecc....) è che non contiene neanche un atomo di fantasia: lei è riuscito (…) a mostrarsi più strettamente documentario di chiunque altri, a utilizzare esclusivamente fatti o rapporti reali...” Sì, insomma, grande entusiasmo. Poteva chiudere la lettera con un bel “ps: per il prossimo romanzo, copiati le paroline in grassetto dell'enciclopedia.”
Sì, perchè ogni capitolo ci parlerà diffusamente di tante altre cose, un capitolo i colori, uno i profumi, uno i quadri e i pittori, uno le piante ed uno le baldracche, eccetera, eccetera, ma non arriverà mai, purtroppo, il capitolo che parla delle pistole di casa, e del fatto che sarebbe più che opportuno che il nostro protagonista se ne avvalesse al più presto rivolgendosene una contro di sè.
Non manca, ammettiamolo, anche un pò d'azione: Des Esseintes ammazza una tartaruga, non parte per un viaggio, tenta di traviare un ragazzino, spera che lanciando un tramezzino in mezzo ad un gruppo di bambini scatenerà un parapiglia che lasci morti e feriti, Des Esseintes ha il cacone.
Insomma: un Classico. Quando qualcuno scriverà Controcorrente 2, volendo includere nel catalogo della libreria del suo protagonista anche Controcorrente di Huysmans, ne darà questa definizione: una palla pazzesca.
Avvertenza: Non vi venga in mente di attaccare questa recensione facendo notare come, in poco più d'un paio di paginette, ci sia un elenco lungo così di nomi! 

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