sabato 29 gennaio 2011

A MORTE! A MORTE! A MORTE! parte 3/4

Si ritrovò, così, solo soletto nel suo monolocale di proprietà, pronto a questa morte quanto lo era per quell'altra, quando all'improvviso sentì suonare il campanello di casa. Erano un dottore ed una giovane infermiera. Gli dissero che un anonimo aveva provveduto a fornirgli cure gratuite per tutto il periodo in cui sarebbe rimasto malato. Fino alla morte, per dirla in tre parole.
Sulle prime, stupito, meditò di rifiutare e di rispedire a casa quei due con un calcione nel sedere, ma alla fine accettò, per avere almeno della compagnia. Infatti l'infermiera belloccia passava diverse ore tutti i giorni ad assisterlo, e a lui non dispiacque, per i primi tempi, simulare un certo aggravamento che gli avvicinava la signorina. Passato questo breve periodo, però, l'aggravamento fu reale e sensibile e lui proprio non la trovò più la forza per scherzare. Chiedeva in continuazione all'infermiera di confessargli, ora che gli mancava così poco, chi fosse il suo misterioso benefattore. Lei non glielo disse mai. Questo lo so di sicuro, di prima mano, in quanto il misterioso benefattore ero proprio io.

Sembrava fossero giunte le ultime ore. L'infermiera chiamò il medico. Si era creato un certo rapportino, fra loro, negli ultimi tempi: lui generalmente agonizzava e lei normalmente si faceva le unghie (forse fischiettando). Il dottore non arrivava. Il malato tossicchiò, rantolò, si dibattè, tirò le gambe e – a quanto sembrò all'infermiera – rese l'anima al signore. Lei fece per coprirgli il volto, quando lui, raccolte chissà dove – dall'inferno da dove era rimbalzato, forse – tutte le forze residue, saltò su come uno zombie a molla e la prese alla gola. Lei gli allungò uno sganassone micidiale che lo ribaltò due volte, gettandolo a terra. Nel frattempo era giunto il medico, che, fattosi un'idea sommaria dell'evoluzione del quadro clinico ne constatò due probabili fratture e lo inviò al pronto soccorso, dove confermarono le due fratture. E nient'altro. La malattia mortale era scomparsa, svanita, sparita – puf – non c'era più.
Miracolo.
Proprio così, dopo la grazia, il Miracolo.
Non ci si poteva credere. Beh, continuai a pagargli le cure anche finchè non si rimise dalle fratture. D'altra parte mi sentivo un po' in colpa, l'infermiera avrei dovuto sceglierla un pò meno emotiva e manesca.

L'opinione pubblica si ri-divise. Una buona percentuale chiedeva che fosse rimesso in carcere, visto che tutto sommato era stato graziato solo per il fatto che doveva morire... un'altra fetta di “pubblico” riteneva invece che la grazia ormai era stata data e tanto meglio per lui se era guarito, era un fatto miracoloso e bisognava esserne solo contenti. Quel Dio che l'aveva punito, anche lui, adesso, decideva di graziarlo; idea che non mancò – e figuriamoci – di generare, in una piccola, ma estremamente pericolosa, fetta di pubblico, una sorta di delirio mistico che la condusse a far pellegrinaggio al monolocale di proprietà, in centro. Più di una volta, a quanto pare... l'infermiera dovette menare le mani. Inutile dire che sto ancora pagando le cure di parecchie sventurate pie signore.

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