lunedì 7 febbraio 2011

DE LEAR-HUME, n.2: IL DIO PARI

M'intrufolo di nulla vestito tra le quinte ed in platea ancora il medico specializzato nel palpeggiare tutto quanto sporge dalle ossa poi giù mi tuffo non visto nella buca dell'orchestra riesco con invisibile destrezza a sfilare il portafogli al suonatore di basso tuba ecco pulcioso bastardo figlio di cagna giustizia è fatta ho salvato il mondo ho tutelato la vita sulla terra ma nessuno lo saprà mai nessuno mai dovrà erigere templi monumenti in mio nome sacrificarmi una lunga teoria di animali attraverso disgustose cerimonie tribali tipo sgozzare l'agnello sull'altare spargendo qua e là imbrattando di sangue le porte come se temessero che un giorno mi scattasse l'interruttore e me ne partissi con l'idea di far fuori tutti i primogeniti benché in effetti so di covare un misterioso devastante odio verso tutti i figli dispari così desidero crescere soltanto figli pari trovo un'ingegnosa audace tecnica che consiste nel rinchiudere il figlio dispari in una stanza buia ed umida per alcune settimane senza acqua né cibo augurandomi il peggio e questo v'assicuro il più delle volte arriva gratis i figli pari alla scoperta un pò si incupiscono ma che volete che facciano il padre è una malcelata divinità prima o poi sarà di dominio pubblico creo la vita con un nonnulla mi bastano pochi secondi sono il Dio pari il Dio modesto il benedetto ineffabile nudo signore che un giorno con invisibile destrezza salvò la vita sulla terra. 

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