domenica 20 febbraio 2011

DE LEAR-HUME, n.3: ATOMI BALLERINI

Non credo che stamane l'alba riuscirà a delineare nobilitare i contorni per dare un tono decente al mio risveglio né che il sole a picco poi sulle cose tutte salverà il grigiore dei miei atti perciò mi accingo a cercare un testimone che parli per me del mio lato migliore.
La ricerca avrà inizio dal centro ottenuto facendo faticosamente convergere linee da tutti i punti della mia cornice, ricavando per di più una media di tutti i colori e di tutte le parole, assegnando simboli specifici ad ogni singolo atto o movenza o cenno o piega. Questi segni si andranno a sovrapporre formando l'inequivocabile immagine del mio agognato testimone.
La bionda periferia reclamerà per l'esclusione, ma i miei impuri pensieri la ricacceranno nel limbo dell'io mio più modesto e silenzioso. Anche in questi ambiti così interni così intimi vige lo stato di polizia e se la minoranza è minoranza ed oltre tutto si mette anche a rompere le palle, va schiacciata, va fatta tacere, va convertita alla corrente principale, per dio, va fatta trionfare la Democrazia!
L'edificio più modesto situato casualmente fra i ricchi ed alti templi dell'alato pensiero, del sentimento, si rivelerà essere poi il più caro al costruttore. Dalla sala, infatti, con le finestre aperte può godere della corrente della tensione delle idee vibrano l'aria suoni di parole si raccolgono, poi si espandono come lucenti cerchi sull'acqua – non ci vuole molto a far felice un uomo.
Il corso principale, poi, illuminato a festa, sulle prime, immalinconirà il nostro architetto più abituato e più a suo agio negli ambienti tetri e raccolti, che danno maggior eco alle sue parole più insignificanti. Perciò meglio il bosco per lui, subito fuori dalla città, un cielo possibilmente basso. Concentrarsi sul nebuloso ma razionale pensiero.
La danza spontanea degli atomi del mio tutto si tuffò nella sentimentale circonvallazione dei pensieri adulti adulteri adulterati (da piccolo non pensavi di tradire di marcire) ed ad ogni stop soffre un po' l'immobilità che non fa certo per questi scatenati ballerini (non sanno, ma non servirà loro né il beat, né il pop, né l'autostop) si lanciano sulla pista boulevard pazzi amanti pazzi odianti il sonno ad una certa età li stordisce loro continuano a ballare, di certo il fiato non gli manca.
ADULTO – ADULTERO – ADULTERATO
...di tradire, di marcire...
Da piccolo sapevo solo disegnare una casa così, adesso le cose vanno molto meglio, la so fare persino col computer, avessi un po' di pazienza ed il software giusto non mi ci vorrebbe niente anche a disegnarmi un cervello nuovo, spazio per il pensiero libero zona metereopatica indipendente sul giardino taverna di visioni angolo cottura di baci voluttuosi.  

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