venerdì 25 febbraio 2011

IO E LE BBESTIE - appunti di vita con animali domestici e non

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Quando ero piccolo pensavo che i gatti e i cani che vivevano con me, avessero una coscienza piuttosto scarsa - ma molto creativa - del proprio essere. Credevo che loro, sì, sapessero d'essere cose quattrozampute coi baffoni che cacciavano uccellini e topi o rosicchiavano ossi saltellando, ma che, vivendo così a lungo con noi esseri umani, ritenessero di essere in una fase transitoria. Immaginavo che pensassero: fra un po' mi si allungano le zampe di dietro, mi spunta un alluce, dalle zampe davanti mi vien fuori un pollice, poi perdo tutto questo pelo e divento nudo e rosa. E poi mi tocca comprarmi dei vestiti perchè divento come loro, i duozamputi. Ecco, insomma, questo pensavo da piccolo. Si, ok... forse, un pò, sto mentendo. Cioè: è vero che lo pensavo da piccolo, ma magari, un poco-poco, ci credo anche adesso.

Il primo ricordo che ho: io che mi guardo in uno specchio in casa dei nonni. Avrò avuto due anni? Meno? Più? Mah? Comunque: chi può negare che sei mesi prima, età di cui non ricordo nulla, io non fossi un bellissimo micio?

Ringrazio chi non ha pensato: “al limite, un micio simpatico.”

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