martedì 15 febbraio 2011

LA CITAZIONE APPENA CòLTA - CARL GUSTAV JUNG

Questi miti eroici variano enormemente nei particolari, ma quanto più da vicino li esaminiamo, tanto più ci rendiamo conto che essi sono strutturalmente molto simili. Essi posseggono, per così dire, una struttura universale, anche se di fatto si sono venuti sviluppando in gruppi o in individui estranei a ogni possibile contatto reciproco, come, per esempio, le tribù africane, quelle degli Indiani del Nordamerica, i Greci o gli Incas del Perù. In tutti i casi ci si trova invariabilmente di fronte a un racconto che descrive la nascita miracolosa ma umile dell'eroe, le sue prime prove di potenza sovrumana, la rapida ascesa a posizioni di preminenza e d'autorità, la sua lotta trionfante contro le forze del male, la sua fallibilità di fronte al peccato di orgoglio (hybris) e infine la sua caduta a seguito di un tradimento o di un “eroico” sacrificio che culmina nella morte.

Da "L'uomo e i suoi simboli", trad. di Roberto Tettucci.

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