lunedì 14 febbraio 2011

TRETE-A-TRETE 2/4

TLIN TLON
*Ecco!* “Yu-uh-uuuh !” (lui, da dietro alla porta).
Lei (da dietro alla porta, ma dall'altra parte, con un occhio allo spioncino): *Sì, ha suonato il campanello, ma ha portato vino. Cosa non va!?*
Ecco gli apre, ecco entra goffo, ecco porge la bottiglia, ecco lei l’appoggia lì-ecco-fra i vasi di fiori.
“Ti piace il fruttato?”
“Non so.Non ci ho mai pensato”
“Oh! PerBacco!”
*Volevo fiori. Fiori.*
Magnifico calice-guarda che stelo!
*Ma il campanello l’ha suonato*
*La mia battuta non l’ha neppure sfiorata, eppure -sarà roba da intellettuali- Bacco-perbacco*
Ecco si baciano sulle guance.rubiconde.che parola.
*Niente campane, certo. Non suonano se lo baci con la bocca chiusa.* ”Vieni,siediti”
“Grazie, Strega della Palude.” “Vuoi musica?” “No.Basta la tua voce” *Stavolta l’ho colpita duro! vacilla,Beowulf!*
(Lei):*Ho sentito una fitta, in effetti.*
I due sono seduti di fronte e si squadrano interrogativi.
*La cena era una scusa. Punta al sodo.*
*Questo aspetta la cena. Che gli dico?* e/ma poi, subito, pronta:
“Per la cena un attimo di pazienza.”*
Lui: “Certo.” *Allora marca male*
Sempre lui: “Vuoi allora che intanto apriamo il vino?”
“No. Il mio vicino di casa quando ero piccola mi disse che era maleducazione bere il vino rosso prima della seconda portata e, riportando, costui, sempre detti tratti dalla tradizione popolare, non escluderei che possa esserci un motivo fondato che si lega anche a questioni … igieniche.”
(Lui): *Crede che voglia farla ubriacare e mi tira fuori un cavolo di vicino*
“Certo, capisco, ma il tuo vicino ti casa, però era...“
“Un modello di vita.”
*Ecco. Dovevo dire bianco. Lo sapevo. Non avevo mai detto rosso prima.*
PLIK PLOK
Il lavandino perde: una colonna sonora che snerva i due silenziosi commensali. E’passata più di mezz’ora da quando è arrivato lui.
“Strega...”
“Ti prego non chiamarmi così” * Oddio forse l’ho urtato*
“Palude va bene?”
“Certo” *Mi fa cagare*
“Palude, cos’ha di bello quell’orologio che io non ho?”
“Perché?”
“Continui a fissarlo.”
In effetti anche Beowulf s’incanta invidioso su di un paio di lancette che gli sembrano decisamente luuunghe.

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