lunedì 23 maggio 2011

AFFINITA' DELLA ROSA DI PIETRA CON LA RUOTA DI PIETRA

“Non ci sarà nessun autunno caldo”, esclama il capo della polizia davanti ai giornalisti.
“Nossignore, nessun autunno caldo e spaccheremo il culo a chi dirà il contrario da Ottobre in poi.”
Davanti alla Tv, ad assistere a questo spettacolo, fra gli altri c'è Veja. “Se odi, se ami troppo, se ti picchiano forte o non ti picchiano per niente, magari t'accarezzano con un fiore”, gli diceva sempre il nonno, “tu pensa di essere una pietra. Pensa di essere una pietra e da pietra pensare: che vergogna amare un uomo che vergogna odiarlo, perché mai piangere per le botte o gioire per le carezze? Devi pensare: sono una bella pietra. Una pietra brutta. Intelligente, stupida. Una pietra. Male che vada m'ammazzano.”
Ah, oh sì, lei si doveva sentire spesso una pietra. Levigata, avvertiva, ora sola, la carezza continua e la frusta abbagliante del fiume; del tempo, che inevitabilmente arrotondavano ogni suo spigolo, ogni sua emozione.
“Che cosa piatta sarà, la mia vita.”
Giù, oltre al bar oltre all'angolo smussato, passa le sue giornate Malo, un vecchio feticista delle spalle laureato in mineralogia, sta tutto il tempo in attesa di veder passare quel meraviglioso esemplare che è Veja. Capita, un giorno, che non si trattenga, che tenti d'acquisirla, ma lei, no: resiste, passivamente, misteriosamente, sgretolandosi, tra le dita dell'uomo scivola via, svanisce. Il vecchio abbandonato giace nel tempo immobile, fra le sue teche meravigliose, lucenti, piene zeppe d'ogni più esotica rarità. Prive però, ancora e forse per sempre, di quell'ultima gemma che gli sfugge come sabbia fra le mani come rabbia fra le mani.
“Mah. Chissà!?”, pensava: “Clavicole a parte.”
“Nossignore... l'unico motivo per cui la gente dovrebbe decidere di scendere in piazza potrebbe essere la ferma protesta di coloro i quali vorrebbero avvalersi del loro diritto ossacrosanto di farsi spaccare il culo dal manganello di qualche professionista."
La fronte del capo della polizia sembra sudata. Ma è saliva. Poi si macchia di rosso. E' sangue. Ci sono tante belle ragazze, in sala stampa. Appese, per le gambe, proprio sopra alla testa calva del nostro capo. La testa del capo. Corpi che cozzano in continuazione, come pendoli, dando al tutto un certo ritmo, un tempo, un tocco di bellezza, ad esempio: meno calva, la testa del capo ora: qualche pelo dall'alto, pudico. Pubico.
“Le uniche cose di cui si riempiranno le piazze, in caso di protesta, quest'autunno, saranno un bel mucchio di chiappe, sissignore, e voglio proprio vedere chi avrà il coraggio di venirsele a reclamare.”
“Signore!” lo interrompe come un lampo nella notte serena l'ufficiale di passaggio: “Le piazze già sono piene di gente!”
Pullulano, queste piazze impazzite, di folle di folli petomani.
“Oh signore mioddio è irrespirabile, non ci si può avvicinare non c'è modo, chiamate le unità speciali, noi qui tagliamo la corda!”
Una pietra legata alla corda. La corda avvolta elegantemente intorno al collo. Una pietra al collo.
Tagliano la corda.
Le belle ragazze si sfracellano il cranio sulla scrivania del capo.
“Mioddio, è mostruoso, non riusciamo ad operare, molto presto la folla arriverà ai palazzi. Saboteranno la nostra tranquillità quotidiana postborghese, si prenderanno le nostre pensioni!”
Scudi. Cariche. Peti. Scontri. Chiappe. Pietre. Manganelli.
Sulla prima pagina del quotidiano, all'indomani, gran risalto. Foto: fra i contestatori e gli spaccaculo s'intravede Veja, stesa a terra nel lago del suo stesso sangue, esanime. Col culo sfondato. No, non ha sofferto, ha pensato: “Mai successo che una pietra si scontrasse con un poliziotto e la pietra avesse la peggio. Mai visto”. Veja...
“Veja!” gridava il vecchio feticista gemmologo impazzito dal dolore “Veja!” gridava il vecchio pazzo gridava vecchio d'amore pazzo. E dava pugni alle teche, sfondando le vetrinette, mangiava fagioli: s'armava: “Vendetta! Vendetta, Veja!”
Sulla prima pagina del quotidiano, all'indomani, gran risalto. Foto: il capo della polizia giace a terra, morto, disteso nel lago del, per una volta, Suo stesso sangue. Ha un'ametista piantata in mezzo agli occhi. Le indagini finite in un vicolo cieco.
Marca male.

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