martedì 3 maggio 2011

ELECTRIC POWER

Sì, io credo che la causa di tutto stia nel fatto che quella gente si sia davvero terrorizzata la prima volta che ha sentito un fulmine abbattersi poco lontano, immaginiamoci il lampo, il boato, tutta roba che doveva essere alquanto spaventosa per quella povera gente, che avrà pensato: ci dev'essere qualcuno che fa tutto questo, e, peggio ancora: qualcuno che lo fa per qualche motivo, è lì che è iniziato tutto, io credo, poi, fra le altre cose, non lo nego, io tuttora ho paura dei tuoni dei fulmini dei lampi delle saette ed è tutta roba che non mi so spiegare.
Io faccio la comparsa.
Dal terrore dei tuoni, è stata tutta lotta per il potere, per innalzare la propria idea diddio sopra a quella del vicino di grotta, di tenda, per dominare in nome del proprioddio e poi per dominare inquantoddio. Senza saper scaricare nemmeno un fulmine piccolo piccolo.
Io faccio la comparsa nei film porno.
Dal fulmine, ad oggi, insomma, è stato solo tutto lotta per il potere. E botte da orbi. Eppure...
Oh io pianto un semino e dopo tre settimane incomincio a vedere la piantina di basilico che cresce. E ho una barca. Ed un ventilatore. Ho un accendino. Domino gli elementi, io. Sono un gran figo.
Non ho, però, la prestanza necessaria per essere il protagonista di quei film. Poi ho scoperto che, grazie ad alcuni particolari tipi di sceneggiature, è possibile per me fare almeno il co-protagonista. La prestanza me la mettono gli altri. A me questi film non piacciono per niente.
Finisce il tempo a disposizione ed ecco tuo fratello vola in cielo e tu non ci puoi credere non riesci a fartene una ragione, devi credere che tuo fratello stia continuando a vivere altrove, altrimenti e quindi, è ancora... e ancor di più lotta per il potere.
La mia ragazza non è gelosa.
E poi è lotta per la conoscenza, per il sapere. Prima chiudono la verità dentro ad un libro che gettano in fondo ad un pozzo che arriva al centro della terra.
La mia ragazza non è gelosa. Fa la protagonista. E pensare che voleva farsi suora.
Poi incominciano a venderti dei pezzettini piccolipiccoli di menzogna. Il falso a brandelli, a pagamento. È/e così, ci convinciamo/ci convinciamo. Così che crediamo.
Faccio il marito cornuto, quello a cui piace guardare, il magnaccia ucciso, il barista inconsapevole, il postino timido che suona solo una volta, il nipote al quale stuprano la nonna e lo legano ad una sedia e lo costringono a vedersi la scena, l'impotente. L'impotente esibizionista dei giardinetti senza domani. L'impotente che importuna le cassiere. L'impotente che non trova un dottore che gli faccia la ricetta giusta. L'impotente che per la frustrazione commette reati contro al buonsenso.
Poi portano fuori il libro dal pozzo e lo riducono a pezzi questi pazzi ne fanno dei pizzi. Che puzzino o no voi correte a comprarne più che potete per metterli assieme, ma al massimo sono brandelli di tre parole e chi ci capisce un cazzo!
Chi ce lo capisce, il cazzo?
Faccio un po' di tutto. Oltre a questi ruoli, sono stato doppiatore, direttore artistico, della fotografia, ho scritto dei soggetti ed ambisco a girare come regista almeno un film. Mi piace l'ambiente.
Allora pensi: la verità non dev'essere per forza un papiro lungo due chilometri, la verità può stare in tre parole. Bisogna guardarci dentro bene, bisogna analizzare lettera per lettera, è necessario ogni anagramma, ogni numeralizzazione ogni trasposizione ogni cazzo di scemenza che ti possa passare per la testa per cercare di dar senso a tre parole che non ne hanno che non ne hanno non ne hanno. Non ne hanno.
Una volta ho fatto il prete. Non è la prima volta, mi disse lui.

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