mercoledì 1 giugno 2011

SOGNA !!


La seconda parte dell'inarrivabile rubrica: i miei sogni.
Annotati per anni.
Annottati.



Faccio dei sogni, io, ragazzi, alle volte, che se non sapessi di essere pazzo mi preoccuperei.


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All’improvviso in casa mia finì la carta igienica. Dopo il primo momento in cui confusione e panico regnavano sovrane, la mia cultura venne messa a repentaglio: tutto Marco Tullio Cicerone infatti mi passò fra le chiappe. Ma non me ne lamentai: l’edizione era buona. Il vicino mi ripeteva sempre, incrociandomi sul pianerottolo: "Senza carta igienica morirai."


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Ho appuntamento a casa d’una amica. Arrivato lì, mi dice: ti fa niente se passiamo da A. a salutarla ? Oggi è la festa islamica della fine dell’età della crescita del primo genito. Ok, dico io. A casa di A. lei ancora non è arrivata. Ci intratteniamo con sua madre e sua sorella. Poi: dei boati alla porta. Sua madre va ad aprire, "Sarà lei," dice. A. entra. Sarà alta almeno due metri. La salutiamo (con un certo timore). A. mi prende sotto le ascelle come un bambolotto, mi alza all’altezza della sua faccia e mi bacia le guance. Le dico: "Eh, mi sembra proprio tu sia cresciuta dall’ultima volta che ci siamo visti". Lei mi spinge all’indietro, io vado a cadere sopra alla tazza del cesso. Lei mi si siede sopra cavalcioni e mi guarda fisso con l'espressione che l'ho già vista fare osservando la merenda.

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Corro in bicicletta verso T.* E'circa il tramonto. Arrivo. Prendo un ascensore. Lì incontro un prete. Ha una vasta macchia blu che gli copre buona parte del viso e del collo. Gli chiedo se si tratti di vernice. Lui mi dice beh, no, è venuto con l'età e non verrà più via. Io gli faccio vedere le mie dita sporche di inchiostro. Usciamo dall'ascensore e lui mi parla della sua triste vita, mi accompagna verso casa sua su di una spiaggia sassosa sul mare. Qualcuno mi consiglia vivamente un libro di Stropaul.

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Un amerindo guida un camion. Si interroga sul perché il mondo vada così male. Pensa che sia colpa delle multinazionali e parcheggia sulla sinistra. Gli automobilisti imprecano e lui sistema il camion nel piazzale di un distributore di benzina. Fugge a piedi, probabilmente inseguito. Finisce per correre intorno ad un breve perimetro quadrato di una città azteca, fugge in discesa verso l'angolo in fondo a destra. Da lì, fra le siepi ha una bella vista d'insieme e dall'alto. Vede i suoi inseguitori, 4 o 5 uomini, anch'essi amerindi, corpulenti. Fugge indietro allora, correndo ancora più angosciato. Incrocia una donna che porta un vaso sulla spalla. Ora la strada s'è fatta decisamente in salita.

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Da una terrazza panoramica che da su valli verdi abitate osservo, nel cielo, lo scontro fra astronavi.

* Questo di mettere le iniziali invece di nomi di persone e luoghi è solo uno stupido vezzo. Avrei voluto utilizzare questo sistema durante la stesura d'un romanzo russo dell'800, ma so che non lo potrò mai più fare e mi sfogo così.
(Nota: Sì, ok, l'italiano qui non è un granché, ma i sogni sono annotati alla fine della proiezione, quindi spesso la lucidità non è al massimo)
(Ok, avrei potuto sistemarne la forma, ma si dice che gli errori nel raccontare un proprio sogno siano più indicativi che non ... eh, insomma e sono tutte cazzate!)

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