mercoledì 30 novembre 2011

ALLE METAMORFOSI DEI MORTI AMANTI


Morite ed amate il cadavere vostro vicino
          al riparo dall'azione amando
Morite vomitando su confessori ingenui
          al riparo del pentimento vomitando

Morite rubando caramelle
Morite colpendo a morte
          rifugiatevi dietro alle montagne
          delle morte caramelle
          e: morite.

Oh in quei paesi in cui non piove mai
dove nessuno mai
si bacia sotto agli ombrelli.
Oh fate che il tempo!
Che il tempo oh fate!


Io
che sono piccolo
e vivo nascosto
Io
per paura, e tremo

Io ,
al buio,
nel gelo della mia ombra
all'addiaccio di me
Io. - (Meno)
Me.

A me, nessuno.
Nessuno disse
che il tempo sta per finire
e che paura e freddo
ombra e gelo
morranno.

A me, nessuno
indicò il baratro
e così, piccolo e nascosto
stavo
a godermi la vista
sull'orlo del precipizio.

Ad un volo del genere disse

Non ci son cazzi che tengano.

E: oooh, aveva perfettamente ragione.

Oh, è così fragile il precipuzio.


Morite imparando versi a memoria
          memorizzate che
Oh terra infame quella
dove non c'è morte
e le lacrime sono insipide
e mai si scrisse del diluvio universale
giù
esattamente proprio nelle
tue mutandine
da cui disfatta una coppia soltanto di morti amanti si salvò annegando

Oh fate che il tempo!

MORITE ESPRIMENDO DESIDERI!

FATE CHE IL TEMPO VI GUARDI PASSARE!

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