venerdì 18 novembre 2011

DE LEAR-HUME: TANA DI VOLPE


Se hai un peso: un corpo, ad esempio; hai un fiume, uno qualsiasi; ecco, vedi, hai trovato un modo veloce per andare al mare. Mi getterò nella Neva fresca? Dove sono trasmigrato? Temo dovrò affrontare il noiosissimo argomento tipo Robin Hood dell'est. Togli ai cattivi ricconi, magari gli pianti una coltellata fra le costole, poi i soldi li mandi ai poveri e se il povero in questione sei proprio tu, risparmi persino sul vaglia ed il risparmio è progresso e tu tieni i soldi e progredisci nel mondo accademico degli studi, fino a realizzarti e diventare un bravo professionista, magari non ricchissimo ma insomma, diciamocelo, benestante, ecco, non siamo troppo modesti, alla moglie, ai figli ed all'amante della moglie non manca niente, va tutto abbastanza liscio ma non parliamone per scaramanzia, ma mi sa proprio che ormai è un po' troppo tardi per la superstizione perchè infatti proprio tornando a casa uno studentello ti pianta un coltellaccio in mezzo alle costole, ha un progetto. Proprio a me doveva capitare questo stronzo di un corpo fatto di rimorsi aprioristici.
Un tizio sconosciuto mi si avvicina al bancone del bar e senza avvisarmi del fatto che lo fa solo perchè i suoi cani sono raffreddati, mi offre 50 sterline per aiutarlo a stanare le volpi. Il cielo è venato di rame ed il bosco è verde scuro. La terra sprofonda molle e le volpi se ne fottono. Anzi, qualcuna di loro pensa che per molto meno di 50 sterline si sarebbe stanata da sola. Sguaino 10 sterline e lo specchietto per le allodole funziona. Gli uccelli ci ricoprono di guamo. Picchiettiamo istericamente i nostri becchi nel terreno, ma non c'è vita sotto la terra molle e le volpi sognano di fuoco e d'amore.
Lavoro ingrato stanare le volpi. Staserà farò meglio a passare dal veterinario prima di tornare a casa.
E se passasse un orso? Passerà un orso. Un orso cattivo. Che farò? Starò immobile, ai piedi di quel grosso albero. Quando la morte mi troverà, non potrà far altro che pensare d'avermi già visitato e scorrerà via. Ah, ma io la rincorrerò. La rincorrerò e lei, pazza di rabbia e dolore, si terrà ben chiuse le orecchie per non sentirmi che le grido alle spalle: “Anche tu dovrai morire! Anche tu troverai chi ti stanerà!” Crepuscolo. Tana di volpe umida non caccia fuori animale, ma di fuoco lingua che notte sanguinaria mozza indifferente.
Ed eccomi or io sono stelo, finchè Virginia “mi ha scoperto. Vengo colpito alla nuca. Mi ha baciato. Tutto si disintegra.” Potrò solo essere tuo costume.
Questa mezza luna che -feroce- ci taglia mezza luce in gola inaridisce la voglia di tornare all'io di prima, sgombro d'arroccate idee. Mezza luce il tuo nome sarà i.
Le idee, i pensieri, i capelli sulla testa, gli occhi nelle orbite, orecchie a sventola, il cuore nel petto; cosa fare stasera, denti ingialliti, gengive sensibili e doloranti, carie, tartaro; se no qui chi ci entra? Oh! Bruci, mio piccolo fiore di carta? Non hai trovato un ariete abbastanza grande per sfondarle il petto?
E pensare che Ho pensato: Ah che fortuna essere nato (uomo) – è l'essere vivente più libero sulla Terra – ho creduto – la libertà di anelli d'acciaio forgiata nei millenni lo tiene al collo – (e/è la società) – al buio in un angolo guaisce.
Volpe stanotte dormirai nella tua tana.

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