lunedì 6 febbraio 2012

QUANDO SAREMO SCHELETRI DI SOLI SPARSI



Quando saremo scheletri di soli sparsi
radio-specchietti per le allodole, di civiltà lontane figli,
canteranno i nostri nervi bianchi nel solstizio d'inverno
intorno ad un fuoco già spento, che fumai nostro,
raccontando favole inaudite di uomini ladri del tempo.

Sfamandoci della nostra luce ci insedieremo muti nel buio,
solo, china la sera chiamando spasmi,
orgasmi dei tendini.

Noi siamo dove già avete cercato
allarme fuori dei plessi delle vostre chiavi.
Quale?
Pisciavate dai secoli dei secoli sulla vostra tragedia,
a custodire il bacio del vostro getsemani.

Noi abominio delle vostre reliquie,
che se non fosse astuzia di organi
pulsanti sotto le ceneri,
sarebbe l'insulto per i morti sepolti vivi.


[ Scritto in collaborazione con: http://terradellatteedelmiele.blogspot.com]

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