giovedì 3 maggio 2012

H - 11 -

Odio il vento. Muove le cose. Sposta gli oggetti, mischia malamente odori e suoni. Rende insidioso ogni ambiente, anche quello così famigliare e collaudato del mio quotidiano viaggio da A a B e ritorno. Sì, c'è il vento. Ma non piove. Ed io mi debbo tenere con una mano il cappello calcato in testa dimodochè ora tutti notano molto chiaramente il fatto che io, da oggi, indosso un cappello. Magari se non ci fosse stato vento non c'avrebbero neppure fatto granché caso. Ed osservano che io lo tengo, con una mano, che io ho una gran paura di perderlo e così si mettono a riflettere su questa cosa. Non hanno niente di meglio da fare? E alla domanda "chissà perché costui tiene così tanto al suo cappello?" che io devo aver stampata in faccia, talvolta qualcuno vaga con la mente in modo tortuoso, fino a giungere, ne sono sicuro, a queste conclusioni: non piove, il sole non batte forte, non fa freddo. A cosa gli è necessario? Penserà d'essere bello con quella cosa in testa? Si vergogna della propria calvizie? Avrà sbagliato tinta e nasconde dei capelli verdi? Avrà un taglio in testa e si vergognerà di mostrarsi con la testa fasciata. O sanguinante. Avrà dei funghi. Avrà le corna. Avrà qualcosa da nascondere. E così ragionando, costoro, non fanno altro che compromettere il mio onni-tentativo di nascondere agli altri la cosa che ho più preziosa: me.

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