martedì 5 giugno 2012

FUGA COL CIRCO


Da sempre sogno d'avere una storia d'amore fuggente fuggevole con la bella nomade del circo di passaggio in città, mezzo sangue zingaro, mezza chiromante, mezza no, tutto questo e viceversa. La vedo mentre cammino capo chino, la scorgo coda dell'occhio infiammata di passione nel piazzale del circo scompostamente seduta su di una seggiolina di legno a listelle verniciata di bianco, mi nota, mi ferma con una scusa qualsiasi – vuole leggermi la mano – profetizza l'immediato incontro con la donna della mia vita ed io vedo che mi strizza l'occhio. Dell'occhio mio la coda scodinzola.
E così ci ritroviamo avvinghiati nel suo lercio camper – appena la porta è chiusa alle nostre spalle siamo già nudi come trasformisti nudisti l'uno intorno all'altro e non è certo cosa da poco ma che ci volete fare, questo ed altro se vi trovate in intimità con una donna del circo – il mezzo traballante dondolante produce il suono del gesso sulla lavagna ma a 1000 decibel e gli abitanti di tutto il quartiere scendono in piazza armati, non mi sento più tanto sicuro – qualche impercettibile pelo le sagoma con potenza una mascella virile – la sua pelle è olivastra e sudata – lucente nella penombra del nobile interno scena giorno ciak uno.
All'indomani ritorno ma non c'è più nessuno. La cerco in qualche valigia. Il circo è ripartito. Non è un addio, ci rivedremo. Vivo solo nell'attesa del ritorno. Se fa passare tutte le città tornerà pure in questa. Vivo solo nell'attesa. E così muoio.
FINALE B: Riesco a farmi abbindolare, mollo tutto e parto con lei sul suo camper al seguito del circo. In breve tempo divento un discreto ammaestratore di leoni ed altri animali drogati, infilo la testa dentro a tutte le bocche provviste di un animale intorno. Intanto la mia amata sforna figli incessantemente – la notte li sento nel camper allungarsi e crescere, cigolio d'ossa, tendersi di nervi, allungarsi potenziarsi di muscoli, anime giovani si liberano di corpi infantili lo scricchiolio continuo non mi lascia dormire tranquillo – invecchio – i riflessi non sono più quelli di una volta. Lei mi tradisce con un nano.
Finalmente vengo inghiottito da un rettile enorme che mi era apparso la prima volta in sogno. La fine del topo. 

Nessun commento:

Posta un commento