lunedì 25 giugno 2012

H -15-


Non so, infine, se se sia questa mia forzata/osa postura, o una malattia, o una manifestazione metafisica, ma - fatto sta - mi va crescendo una gobba mostruosa. Se da una parte mi tiene protetto il collo dagli eventuali colpi di freddo, dall'altra non dev'essere quel che si dice propriamente un bello spettacolo. Sì, insomma, tutto l'insieme potrebbe risultare persino un poco inquietante.

Ma ho trovato un cappotto.

Un grosso cappotto.

Beh, ormai è stagione e quello non darà troppo nell'occhio. Questo grosso cappotto, che ho riesumato da dentro ad un armadio a muro in A (non era una porta su di una stanza segreta) era lì da chissà quanto tempo e un poco puzza. Ma non tanto. Chissà a chi appartenne. O se, semplicemente, con l'arrivo della primavera, l'ho io stesso deposto lì, agli antipodi dell'anno. Ma forse è una cosa che feci prima che il mio Tempo ripartisse, si ri-azionasse, Riprendesse a scoccare s'impennasse si svegliasse ecc. ecc. Làddove "ecc." leggasi per "eccentrico", questo tempo. Laddove quel tempo si sia fermato, e quando, e quando ripartito e dove non so se abbia senso parlare di quando, se parlo di cose prive di tempo. 

Ho detto che una delle possibilità per cui questa gobba mi stia sorgendo così prorompente da dietro alla testa sia quella di una manifestazione metafisica. In realtà mi sono espresso malamente. Figuriamoci, non ho neppure idea di che cosa possa significare, io, metafisica. Ma esprimevo con quelle sbagliate parole l'idea che mi sono fatto - nascostamente, voglio dire, è un'idea che non riferirò certo a nessuno - riguardo alla possibilità che questa gobba sia un segnale che il mio corpo mi sta dando agendo alle sue spalle - ih! Proprio alle spalle - del cervello. In poche parole: il cervello si preoccupa di guidare gli occhi sulla traiettoria dei piedi, del suolo, anche allo scopo di evitare che gli occhi medesimi vadano ad incrociare altri occhi, occhi altrui guidati da altri, altrui, cervelli. Ecco, insomma, questa gobba, invece, vuol dire al mio cervello (secondo questa mia assurda teoria): vedi: tutto il tuo corpo vuol salire, vuol saltare, vuol crescere, vuol provare una linea verticale, non solo rotte orizzontali. Non preoccuparti sempre che il tuo corpo faccia quello che credi sia meglio per evitare che la gente pensi stia sbagliando. Tieni la testa alta. Sì, insomma è questo il delirio metafisico che mi ero immaginato riguardo alla mia gobba. Ma non lo dirò mai a nessuno. Ci mancherebbe.

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