martedì 19 febbraio 2013

Col vento, ripeto


Da qualche parte saremo

Quanti per sempre ho pronunciato?

Di sana pianta m'invento le mie radici
robusto come una quercia
vecchio come una sequoia
al ballo sembravo un albero di Natale

C'è qualcosa di me fuori di me?

ho buttato rami
verso il sole
mi spingo
leggero

C'è qualcosa di me fuori da ciò che sono ora?

dai giuramenti infranti puoi contare la mia età
Dendrocronologia
e dagli anelli gettati
la schiavitù sfuggita

la mia dura corteccia
brilla di resina al mattino

Mi scuoto tutta notte
febbrilmente per scrollarmela di dosso
da piccolo
giocavo con le farfalle ed ora

quant'immortali sarò stato

ciò ch'è mio è me?

rinuncio alla linea alla freccia alla conseguenza

la luce dei miei occhi
ti cattura
e tu fuori di me
m'appartieni

rinuncio al viaggio

sarà me

Beh, io rinuncio, disse, nottetempo, scendendo dal treno Da qualche parte saremo
Da qualche parte, saremo

Quanto a loro, invisibili dacché altrove, spostati,
presi nell'impegno di varcare un passato
che è la tua casa, tua moglie, il tuo colore preferito, la tua mano forte.
Prendi tutto questo ed usalo come una fionda: un proiettile, cos'altro è, un proiettile.

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