lunedì 11 marzo 2013

Sveglia, Signore.


La scena si svolge in una sontuosa camera da letto. Al centro, il baldacchino, è avvolto da veli preziosi, dai colori cangianti. La porta si schiude ed entra una mezza dozzina di odalische alate poco coperte da un tipo dello stesso mirabile tessuto. Dischiudono le tende, la luce s'insinua, i veli si scostano. Da sotto alle coperte spunta il braccio di qualcuno che si stiracchia. Entra nella camera, a questo punto, un angelo, luminoso quanto l'etichetta gli consente di esserlo di prima mattina. Fa cenno alle odalische alate di uscire e si accosta con aria mesta ed angosciata al letto. E sentiamo la sua voce.

Signore... signore mi dispiace doverla svegliare così...
- Mmmm
- Sa, signore, mio dio, non so come fare a dirglielo...
- Mmmm 
- Abbiamo un problema. Un problema grosso!
- Quale problema? (con voce residua)
Laggiù, sulla terra... l'hanno trovato...
- Chi? 
- Degli uomini...
- Chi hanno trovato!? (con voce seccata)
- Lui...
- Ma lui chi? (con voce tonante residua)
- Lui, signore, il suo cadavere...
- Oh bene... il cadavere di chi, si può sapere? (con pazienza residua)
- Di Satana, signore
- Oh
- Sì, e hanno datato la morte...
- Ah
- Abbastanza precisamente... dicono trentacinquemila anni fa
- Capisco...
- E... ecco, Signore... adesso cosa gli raccontiamo? 
- Non saprei... non ce la caviamo dicendo che era il Diavolo dei Neanderthal?

Poi c'è la variante, da:
- Oh bene... il cadavere di chi, si può sapere? (con pazienza residua)
- Di Gesù Cristo
- Oh
- Sì, perlomeno ne hanno accertato la storicità 
- Ah 
- Per il resto... naturalmente... può essere un problema... 
- Capisco... 
- E... ecco, Signore... adesso cosa gli raccontiamo?
- Addio uova di Pasqua...

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