venerdì 6 novembre 2015

ORA,MAI 1/3

PERSONAGGI
Uomo immobile
Anziano col girello
Autista
Ragazza
Uomo grasso
Donna grassa
Donna col bambino, diventerà poi Donna senza bambino, poi Donna immobile
Bambino
Postina
Uomo che cerca tra i rifiuti


La scena: vialetto di pietra costeggiato dall'erba: conduce dalla porta d'una abitazione all'uscita della proprietà. Non riusciamo a scorgere né la porta né l'uscita. Lungo tutto un lato del vialetto corre una bassa recinzione. Quella che dovrebbe stare dal lato della platea non è visibile: è come se il pubblico l'avesse alle spalle e si ritrovasse incluso nella proprietà. Due lampioni. Una panchina. Un cestino dei rifiuti.
Il fondale rappresenta una piccola cittadina. Campanile, piccole case, minareto, torre civica. Al di sopra di questo fondale, un bel sole che solca il cielo azzurro, che si muove a scatti nella volta, descrivendo una curva nelle posizioni dello schema “Giorno” e nei tempi che saranno successivamente indicati. Di notte la luna piena solcherà il cielo nero allo stesso modo, nelle due posizioni dello schema “Notte”.

Un uomo fruga nel cestino dei rifiuti.

Il sole è fermo nella posizione iniziale (1). Un uomo (Giacca e cravatta, camicia bianca, borsello di pelle a tracolla, telefono cellulare in mano) entra in scena da un lato del palco camminando in direzione del lato opposto, sul vialetto. Giunto a circa metà del percorso rallenta, dopo pochi passi si ferma. Controlla le tasche toccandosele velocemente, in maniera esperta. Sembra proprio che abbia dimenticato qualcosa. Si porta una mano in faccia, pensieroso. Si gira. Estrae le chiavi dalla tasca e le tiene in pugno. Si trovi ora una posizione rilassata, in piedi, dacché dovrà restare così per quasi tutta la rappresentazione. Scorgendolo, furtivo, l'uomo che fruga nei rifiuti fugge.

Passa in bicicletta, attraversando la scena, una donna vestita da postino.

POSTINA Il mattino ha l'oro in bocca... Buongiorno! (Esce.)

Sentiamo cantare degli uccelli.
Motori di automobili, in lontananza.
Vociare lontano, indistinto.
Dal momento in cui entrerà il prossimo personaggio, tutti questi suoni spariranno. Resterà soltanto un continuo, lontano latrato di cani.
Entra un uomo anziano che per camminare s'aiuta con un girello. Lo precede uno strano suono strascicato, stridente e metallico, che lo accompagnerà ogni volta che si muove.

ANZIANO COL GIRELLO (Sempre avanzando) Buongiorno... Eh, no. Non ho mica fretta, io. Mica come voi giovani. Ma chi va piano va sano e va lontano, non è vero? Arrivederci! (Esce.)

Riprendono i suoni ambientali.
Sentiamo squillare un cellulare. È quello dell'uomo immobile: lo impareremo a riconoscere, la sua suoneria è tratta dalla parte musicale che va da 3'43” a 3'55” ca. della canzone “Screen Shot” degli Swan.

Riprendono ad abbaiare i cani. Sfumano, ancora, tutti gli altri suoni ambientali.
Rientra la postina, dal lato da cui era uscita. Sfreccia ancora alle spalle dell'uomo e trafelata:

POSTINA Chi dorme non piglia pesci! Buongiorno ancora! (Esce).

Entra una donna con un bambino vestito da scolaretto. Durante il loro passaggio sentiremo risuonare, da lontano, le note del “Valzer di mezzanotte”. Il piccolo è estremamente pallido, più che camminare sembra scorrere su dei pattini. Porta un'allegra corona hawaiana di fiori al collo. La donna ha un mazzo di fiori con sé, lo tiene stretto al petto, cammina a capo chino, solennemente. Si soffia spesso il naso.
Quando in seguito si rivolgerà agli altri personaggi, non verrà mai considerata, lo sarà solo per un breve istante, quando a metà di questo tragitto incrocerà l'Autista. Per il resto non sarà più visibile per nessuno finché anch'essa non diventerà immobile.

DONNA CON BAMBINO Buongiorno. (Si sporge e cerca di osservare l'Uomo immobile meglio.) Buongiorno, dico. Mi sente, signore? Sta forse male? Ha bisogno d'aiuto? (Seccata) La maleducazione trionfa, a questo mondo, davvero. Che tristezza! Lo sa anche il mio bambino come si dice. (Rivolgendosi al bambino.) Come si dice? 

BAMBINO (Meccanicamente.) Bene. Male. Così-così. Non si disturbi. Scusi il disturbo. Nessun disturbo. No grazie. Sì grazie. Non saprei grazie. Grazie. Arrivederci e grazie. Arrivederci. Addio.

Entra un uomo vestito da autista di bus. Camicia azzurra, pantaloni neri. Un cappellino con visiera, una targhetta identificativa sul taschino.
La Donna con Bambino e il Bambino riprendono la loro marcia, l'Autista, incrociandoli, fa un cenno di saluto alla Donna e sfiora la testa del Bambino. Proseguendo il cammino che s'arresterà all'altezza dell'Uomo immobile si fa il segno della croce. Si ferma ad osservare l'Uomo immobile.

(Donna con bambino e Bambino escono, sfuma la musica.)

Una campanella scolastica. Clacson. Più volte. Grida di persone che litigano, in lontananza. Suonano le campane a morto. Il sole fa un piccolo scatto in avanti (2). Suona il cellulare dell'Uomo immobile.
Ora spariscono tutti questi suoni, riprendono i cani. In più, ora, possiamo udire il suono metallico che accompagna l'Anziano col girello, che rientra e a metà tragitto s'arresta.

ANZIANO COL GIRELLO E chi va forte va alla morte. No, ragazzo? Eh, ma ce n'hai, tu, ancora... posso darti del tu, vero?

(Pausa.)

ANZIANO COL GIRELLO Potresti benissimo essere mio figlio.

AUTISTA Eh. Già! Chissà che non lo sia.

ANZIANO COL GIRELLO Ma no! Che dice! Io non la conosco neppure sua madre.

AUTISTA Magari l'ha conosciuta, però. (Ride.)

ANZIANO COL GIRELLO Ma no! Son sempre stato un'acqua cheta, io.

AUTISTA Sì, sì... lo sappiamo cosa fanno le acque chete.

ANZIANO COL GIRELLO Balle! È una bugia, dico. Non ho mai capito perché mai le acque chete dovrebbero far più danni di quelle agitate, poi!?

AUTISTA Logorano i ponti.

ANZIANO COL GIRELLO A parte il fatto, che... scusi, ma: che c'entra con quello che stiamo dicendo? E certo, poi, senz'altro, logorano i ponti. Anche l'aria logora i ponti. Cos'è che non logora? Ma secondo lei queste chete acque farebbero più danni di uno tsunami?

AUTISTA (Ride.) E così, il signore, qui (indica l'uomo immobile, ridacchiando) lei lo definisce “danno da onda anomala”? “Danno” non l'avevo mai sentito dire. (Ride.) O forse si? Non che sia un gran complimento!

ANZIANO COL GIRELLO Ma no, ma no... c'ha un umorismo lei... Siam tutti doni di dio, altro che danni.

AUTISTA (Tra sé e sé, ridacchiando.) Scusa cara, ho fatto un danno.

Rientra la donna di prima, ora senza bambino, con dei sacchetti della spesa, e si ferma dai due.

DONNA SENZA BAMBINO Buongiorno, signori. Cos'ha, quest'uomo, insomma? Stamattina gli ho chiesto se aveva bisogno d'aiuto e non mi ha neppure risposto.

Suona il cellulare dell'uomo immobile.

ANZIANO COL GIRELLO Non si ha sempre voglia di rispondere, eh?

AUTISTA (Ridendo) Avrà mangiato troppo. Ho visto in tv che quando digeriscono, i coccodrilli fanno così.

DONNA SENZA BAMBINO (Ride)

ANZIANO COL GIRELLO Non so. Sta lì, fermo...

AUTISTA Non fa niente, insomma.

ANZIANO COL GIRELLO Sta!

DONNA SENZA BAMBINO Io ho ancora così tanto da fare, oggi, ed è già così tardi. Non dovrei stare qui... vorrei sapere se serve che io faccia qualcosa. Per quell'uomo, intendo. Sono stata infermiera.

ANZIANO COL GIRELLO Pensa...

AUTISTA Pensa... io quando penso mica faccio così.

ANZIANO COL GIRELLO Mi faccia un po' vedere come fa lei a pensare.

AUTISTA (Si mette una mano sulla bocca ed assume un'espressione meditabonda.) Così, come tutti.

DONNA SENZA BAMBINO Sì, scusate... avrei proprio un poco di fretta... non è strano? Non sembra anche a voi? Ci sono certe giornate che parti e sei subito in ritardo. Così oggi. Come dire: è diventato tardi presto, stamattina. (Sorride, ma notando d'essere ignorata, subito si rattrista.) Non pensate?

ANZIANO COL GIRELLO Se quella che dice lei è la procedura minima indispensabile per poter pensare, io non potrei mai pensare, quando cammino, ho sempre le mani su questo coso. Lei non pensa mai, camminando?

AUTISTA Mah, io non cammino granché, io guido, ma quando cammino, cammino. Se devo pensare faccio così. (Ripete il gesto di prima.)

ANZIANO COL GIRELLO Magari quell'uomo lì sta pensando di camminare. Si posson mica fare troppe cose insieme, giusto?

AUTISTA Eh beh... non andrà mica tanto lontano, così.

ANZIANO COL GIRELLO Magari è già in un altro posto.

AUTISTA Non sembra.

ANZIANO COL GIRELLO Sa... alle volte si viaggia di più con la testa che non con le gambe.

AUTISTA E come?

ANZIANO COL GIRELLO Si può visitare tutto il mondo, con il pensiero.

AUTISTA Sarà. Ma se non ci fosse stato mai nessuno con la voglia di mettersi in viaggio sul
serio, e di tornare a raccontarci qualcosa, col cavolo che avremmo qualche posto esotico da visitare col pensiero.

DONNA SENZA BAMBINO E' meglio che io vada, allora. Se serve, chiamate pure... (Esce)

ANZIANO COL GIRELLO Comunque... poi, come dico sempre: chi va piano va sano e va lontano, no?

AUTISTA Quello lì non va da nessuna parte, comunque.

ANZIANO COL GIRELLO Magari ci metterà un bel po'.

AUTISTA No, no, lo ripeto: non arriva da nessuna parte.

ANZIANO COL GIRELLO Magari non ha nessun posto dove andare.

AUTISTA E allora cosa sta a fare, lì?se lo cerchi un posto!

ANZIANO COL GIRELLO Forse l'ha già cercato.

AUTISTA E allora rimanga in quello, di posto... qui che ci fa?

ANZIANO COL GIRELLO Magari qui... l'ha trovato. E poi.. insomma! Sta lì. Pensa.

AUTISTA Beh, beato lui che ha il tempo di pensare a tante cose filosofiche e posti belli. Io devo andare a lavorare, invece. La saluto, arrivederci! (Esce)

ANZIANO COL GIRELLO Arrivederci a lei. (All'uomo immobile) Strano, eh? Vanno e vengono. Ripartono, ritornano. Tutto il giorno. Dove andranno, poi? Se stessero, farebbero prima. Ma forse non hanno una casa. Oppure ne stanno cercando una. Magari non la vogliono, una casa. C'ha ragione, poi, quello: beato lei, beato lei che può stare.

Entra una ragazza. Avrà vent'anni, mastica una gomma. Si ferma ad osservare l'uomo immobile.

ANZIANO COL GIRELLO Ciao.

RAGAZZA Ciao. Che fa quello?

ANZIANO COL GIRELLO Contempla.

RAGAZZA Cosa?

ANZIANO COL GIRELLO Il creato.

RAGAZZA Beh, non che ci sia granché di creato, qua, da contemplare.

ANZIANO COL GIRELLO Ci sarebbe da discutere su ciò che è il creato. Magari non ne hai voglia.

RAGAZZA Già, certo che no. Lo so cos'è il creato. È ciò che è stato creato e qui ce n'è poco. Di natura nemmeno l'ombra. È tutto cemento.

ANZIANO COL GIRELLO Creato o natura? La formica è creato...

RAGAZZA Sì...

ANZIANO COL GIRELLO Il formicaio è natura?

RAGAZZA Certo.

ANZIANO COL GIRELLO E allora perché i grattacieli no?

RAGAZZA (Con aria di sufficienza.) Sssssì. Mettiamola così, a questo punto: di sicuro c'è proprio poco di bello, qui da guardare.

ANZIANO COL GIRELLO Forse lui guarda qualcosa che noi non vediamo. Forse non gli piace il “bello”.

RAGAZZA (Estrae un cellulare e con quello fotografa l'Uomo immobile). E non si muove mai?

ANZIANO COL GIRELLO Da stamattina, almeno, no.

RAGAZZA (Col cellulare ora si fa un selfie con l'uomo immobile. Smanetta per un po' con la tastiera, poi, rivolgendosi all'uomo col girello:) Guarda: l'ho messo su Facebook.

ANZIANO COL GIRELLO Pensa. Che gran cosa la tecnologia.

RAGAZZA Puoi dirlo forte.

ANZIANO COL GIRELLO (Grida.) Che gran cosa la tecnologia. (Ora con un tono normale.) Ecco, adesso lo sanno tutti, sei contenta?

RAGAZZA Poi dicono della saggezza dei vecchi.

ANZIANO COL GIRELLO Anche ai vecchi piace ridere, non lo sapevi?

RAGAZZA Certo. Ed è un altro bel problema, per l'umanità.

(Breve pausa: l'Anziano col girello assume la posizione da “pensatore” illustrata dall'Autista e guarda ottusamente la Ragazza che continua nel frattempo a smanettare sul cellulare.)

ANZIANO COL GIRELLO Volevo dire: questo sta qui, fermo, immobile. Grazie alla tecnologia adesso sta fermo ed immobile qui ma contemporaneamente, col tuo intervento, la sua immagine è ferma ed immobile già in tutto il mondo.

RAGAZZA Non ho mica così tanti amici.

ANZIANO COL GIRELLO Però fa il giro del mondo, la sua immagine, almeno, se la gente, in giro per il mondo decide di guardarla. Se no rimane immobile, in quella bella scatolina, tutto schiacciato e impaurito.

RAGAZZA (Schifata) Mah!

ANZIANO COL GIRELLO Aldilà della tecnologia, scusa, voglio dire: lui è lì, fermo, nel posto che è il suo posto, cioè, quasi, intendo: lui è il suo posto, ma già se tu decidi di guardarlo, ecco che lui in un istante si ritrova in parte anche in un altro posto, già è un pochino in te.

RAGAZZA Mah.

ANZIANO COL GIRELLO Se non lo guardi, non esiste nemmeno.

RAGAZZA Certo... Hai una paglia?

ANZIANO COL GIRELLO Una paglia? Si dice: la paglia.

(Si sente un continuo beep provenire dal cellulare della ragazza.)

RAGAZZA Ma a me ne basterebbe una qualsiasi. (Guarda a lungo il cellulare, soddisfatta. L'Anziano la osserva ottusamente.) Stanno salendo i “Mi piace”.

ANZIANO COL GIRELLO I “Mi piace...” Significa che alla gente piace un tizio immobilizzato?

RAGAZZA Boh, è divertente.

ANZIANO COL GIRELLO Una volta guardavamo dei tipi scivolare su di una buccia di banana e ridevamo. Eravamo giovani. Adesso i giovani si divertono a vedere uno che non cade, non si muove. Forse si potrebbe inaugurare uno di quei circhi di una volta, quelli col nano, la donna barbuta, il forzuto, però, visto che è così divertente, in questo nuovo tipo di circo ci saranno il nano immobile, la donna barbuta immobile, il forzuto immobile.

RAGAZZA (Masticando a bocca aperta e strabuzzando gli occhi.) Santo cielo...

ANZIANO COL GIRELLO Non so... poi temo di non sapermi più divertire, io. Cioè: non penso mai di voler fare delle cose divertenti – non mi ricordo neanche più cosa mi diverta - cerco più che altro, a questo punto, di non far cose noiose. Di non farmi male. Io sono noioso, forse.

RAGAZZA Eh, forse sì.

ANZIANO COL GIRELLO Forse sì. Altrimenti avresti fotografato anche me. (Breve pausa) Ci sono persone che non riescono più a stare in un posto, ad osservare bene quello che c'è in giro, a toccarlo, odorarlo. Lo devono fotografare. Fotografare prima di tutto. Neanche guardano, a volte, fotografano e basta. Poi quando rivedono la foto manco sanno cos'è quello che hanno fotografato, perché non l'han toccato, non l'han guardato, annusato. (Pausa) E poi scusa, ma che senso ha? In che modo, in una foto, può risaltare il dato essenziale, cioè il fatto che quest'uomo è immobilizzato? Tutti sono immobili, nelle foto.

RAGAZZA (Strabuzza gli occhi e fa due-tre giri su se stessa, masticando a bocca aperta, mugolando un motivetto.)

ANZIANO COL GIRELLO Insomma, fotografandolo, possiamo dire che hai fermato l'istante.

RAGAZZA (Finalmente sorridente, indicando l'Uomo immobile.) Però, di certo, se qui c'è qualcuno che ha colto l'attimo, questo è lui.

ANZIANO COL GIRELLO Speriamo che l'attimo non abbia colto lui, per sempre. (Ride.)

RAGAZZA (Si spegne il suo sorriso, torna una smorfia nauseata.)


Parlando al cellulare con la voce lamentosa, senza articolare parole comprensibili, entra un Uomo grasso che si ferma a guardare gli altri, saluta ridendo, chiude la conversazione telefonica e scatta una foto all'Uomo immobile.

La seconda parte, qui:
http://nivangiosiovarascrisse.blogspot.it/2015/11/oramai-23.html

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