mercoledì 21 dicembre 2016

TRAMA

No.5, J.Pollock
Qui.
Ecco dove si conclude il mio fluttuare elettrico.
Che credevo eterno, ed ora:                    ohggià, ora c'è un'ora)
dentro ad un qualcuno riposo.

Scopo del gioco: sopravvivere.
Strategia consigliata: nascondersi. Bene.

Tana.

Qualcuno... è
la mia tana?

Trama:

Essere, Essere? Essere...
Ed allora, finalmente, allora,
ed allora? Finalmente? Allora?
ed allora... finalmente... allora...
sei,
sei?
sei...

Trama: incarnarsi alzarsi cadere scarnarsi
ciò che si lascia per terra appartiene
a chi se lo vuol prendere.
Non è più tuo.

Ti sembra poco?
Ma c'è dell'altro:

Oh sfolgorante fede ed io
Dicevo Neppure
le saette scagliate con ira
dalla mano possente di mille dei
scalfiranno questo mio buio.

Della tana.

Nel buio. Trama.
Trema.
Meglio: o, trema.

E' solo un prestito.
Il male è gratis,
ma non tutti se lo possono permettere.

la tua veste l'han cucita nell'ombra
nell'ombra l'hanno ordita

La morte è un geniale nascondiglio.
Morti si sta meglio nascosti, ma è irregolare.

Anche se non si prova vergogna, quando si viene scoperti.

Cambia cielo,
una volta,
un'altra volta.

Odiavo l'ovest,
eppure vado in quella direzione.
Meno diciotto è freddo.
Trema.

Non come, si diceva, nella
tana.
Nel buio.
Scava. Cerca: cosa c'è, oltre al buio?
Vive dietro alla cosa fra te e la luce.
Dentro all'ombra, tu.
Ossì, qualcuno sa.
Tana.

Identità prigione misera.
Ed indifesa.
Si muove lui, spesso, prima della fine della conta.

Oh povero misero patetico che nella radiazione nei corpuscoli
per quella massa paradossale d'invisibile lucore
vede, grazie a quella vede, in quella vede

benedetto, l'amore.

Della conta. La fine. Tragica, improvvisa.
Svaporar si dirà di potassio et sodio.
No, non certo priva di ravvedimento, o:

Oh, vedo una luce, porc'odio.

mercoledì 24 febbraio 2016

ONDE SONO I GIORNI

Allo scoccare della stagione,
nell'ora della sua muta rivolta,
     bussò la tenebra alle tue pupille.

Fragile velo
inutile ricamo
intreccio impotente
contro al peso d'un cielo che schiaccia, trafigge e lacera.

Caddero mille mille rose, 
rose gelate forse,
stelle, neve
forse.

Onde sono i giorni le stagioni gli anni.

Tutto,
davvero tutto
l'alba ritrasse
nell'annunciare il Maggio.

Come una parola non detta.

E tu fosti sorda al sole, ti soffocò la notte.

Eppure sentisti, sentisti il mare,
e certo la tua pelle non poté ignorare il rimbalzo azzurro
     di quell'ultimo bagliore.

Avvolti intorno a quella lama s'intrecciarono i tuoi capelli,
il tuo cuore per noi un fiordo in fiamme.


lunedì 22 febbraio 2016

VORREI UN CAPPELLO DI VENTO

Vorrei un cappello di vento 
ed una giacca di nebbia 
vorrei 
entrar come fumo 
spiffero 
sospiro gelido 
nella tua casa 
d'alito tiepido, 
accarezzarti 
la schiena 
di gelo sorpresa,
farti alzare, 
sobbalzare,
farti pensar 
che ti manco.

martedì 19 gennaio 2016

HO VOMITATO LA LUNA


Se nasci di notte, avrai una bella sorpresa
ma se sei figlio del giorno,
il tramonto ti terrorizzerà
Stretti dietro ai vetri
in livrea d'alito e tepore
ma niente frutti succosi
niente living is easy
Non sole
e per quale mano non so
ma di certo cadde
ed ancora ne odoro la scia disgregata
e buio 
e notte
no idropopone
inverno
e morte
poi un sospiro da polmoni
più grandi 
immensi
ed è alito di nebbia 
no luce no latte
buio 
e notte

così, per resistere,
per andare avanti comunque,
al cielo faccio un dono:
ho vomitato la luna.