mercoledì 24 febbraio 2016

ONDE SONO I GIORNI

Allo scoccare della stagione,
nell'ora della sua muta rivolta,
     bussò la tenebra alle tue pupille.

Fragile velo
inutile ricamo
intreccio impotente
contro al peso d'un cielo che schiaccia, trafigge e lacera.

Caddero mille mille rose, 
rose gelate forse,
stelle, neve
forse.

Onde sono i giorni le stagioni gli anni.

Tutto,
davvero tutto
l'alba ritrasse
nell'annunciare il Maggio.

Come una parola non detta.

E tu fosti sorda al sole, ti soffocò la notte.

Eppure sentisti, sentisti il mare,
e certo la tua pelle non poté ignorare il rimbalzo azzurro
     di quell'ultimo bagliore.

Avvolti intorno a quella lama s'intrecciarono i tuoi capelli,
il tuo cuore per noi un fiordo in fiamme.


lunedì 22 febbraio 2016

VORREI UN CAPPELLO DI VENTO

Vorrei un cappello di vento 
ed una giacca di nebbia 
vorrei 
entrar come fumo 
spiffero 
sospiro gelido 
nella tua casa 
d'alito tiepido, 
accarezzarti 
la schiena 
di gelo sorpresa,
farti alzare, 
sobbalzare,
farti pensar 
che ti manco.

martedì 19 gennaio 2016

HO VOMITATO LA LUNA


Se nasci di notte, avrai una bella sorpresa
ma se sei figlio del giorno,
il tramonto ti terrorizzerà
Stretti dietro ai vetri
in livrea d'alito e tepore
ma niente frutti succosi
niente living is easy
Non sole
e per quale mano non so
ma di certo cadde
ed ancora ne odoro la scia disgregata
e buio 
e notte
no idropopone
inverno
e morte
poi un sospiro da polmoni
più grandi 
immensi
ed è alito di nebbia 
no luce no latte
buio 
e notte

così, per resistere,
per andare avanti comunque,
al cielo faccio un dono:
ho vomitato la luna.

venerdì 11 dicembre 2015

SORTITA

un insistente mormorio sotteso
nel rispetto della nostra illusione s'arresta mite
accerchiando la nostra logica muraglia
la nostra veglia

è una scia lontana nel cielo una meteora
l'anima mia sbocciata dal corpo dormiente
è un fiore tra le stelle

inarrestabile incontenibile libera
le si pone un limite e non l'affronta
lo dimentica e va

venerdì 4 dicembre 2015

DUE POESIE PICCOLE


in assordante dissolvenza vanno
sfregiando rapidi d'inchiostro d'ombra
nidi in pizzo ricamato di fitti spogli rami

dissacrando      i cieli      le ore      i metri
il grido della migrazione ammutolì
l'onesto peana degli usignoli in lutto

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------

in un vortice antiorario si trascina
l'angoscia impotente rombo di tuono
fuori sincrono     troppo tardi     oramai

la latenza dello sbaglio
fluttua spettrale
e morde e raggela senza rimedio




venerdì 20 novembre 2015

ORA,MAI 3/3

il testo completo qui:

Nel frattempo la Donna senza bambino guarda avanti, sospira come qualcuno che riprenda fiato dopo aver lungamente pianto a dirotto, china la testa. Rimarrà, ora, davvero Immobile.
La Ragazza, superato lo shock, incomincia a fotografare anche l'autista.


Riprendono i suoni. Il sole scatta (5). Due piccole luci cercano i volti dell'Uomo e della Donna immobili. Questi chiudono gli occhi, sospirano pesantemente.

DONNA GRASSA (Sempre con la bocca piena.) No... no... cos'è successo?

AUTISTA Insomma... io guido gli autobus... faccio molte corse tutti i giorni... da tanti anni... quanti?... quanti anni... (Guarda in alto, cerca ispirazione, appare confuso.) molti... comunque, se ne vedono... ne ho viste, io... sapeste... insomma, questo scemo con un autoarticolato mi taglia la strada di brutto... veniva in senso contrario... per entrare in una via laterale... non so davvero cosa pensasse di poter fare...

L'Uomo grasso e la Donna grassa sospendono – in preda alla suspance – la propria masticazione. La Ragazza maneggia distrattamente la tastiera del telefono fingendo disinteresse.

AUTISTA Ma proprio all'ultimo momento!... e io non sono riuscito né a sterzare né a frenare, non sono riuscito a far niente... non ho avuto nemmeno modo di provare paura... quindi non si può dire che sia stata questione di riflessi, è che proprio non ce n'era il tempo, davvero... gli sono andato addosso di brutto, proprio, in piena velocità. Non sarà stata una gran velocità, ma la mia più la sua, capite...

ANZIANO COL GIRELLO Se ti viene addosso uno veloce per farlo andare più piano devi andare all'indietro.

RAGAZZA (Ironica.) Quanta saggezza...

ANZIANO COL GIRELLO Succede quando non vuoi un abbraccio.

AUTISTA E la cosa strana... una cosa più strana ancora...

L'Uomo grasso e la Donna grassa posano addirittura il loro panino. Rimangono a bocca aperta (e piena) ad ascoltare. Sembrano uccellini nel nido che aspettano il cibo. L'Uomo col girello si accarezza le gambe, pensoso.

AUTISTA C'è stato questo impatto, no? Insomma, l'incidente. Sento che sono ferito, mi tocco. (Si tocca qua e là.) C'è del sangue. (Si guarda le mani, a lungo.) Niente di grave, l'ho capito subito, niente di grave. Tranquillo, mi dico. Allora mi guardo subito dietro, ho paura che ci siano dei passeggeri feriti. Ma: (Ad alta voce) no! (Tono nuovamente normale.) Nessuno. Nessuno s'è fatto male. (Si tocca a lungo la ferita. Sembra che cacci un dito dentro ad un buco che ha in testa come per cercarvi qualcosa.)

La Ragazza si volta, disgustata.

UOMO GRASSO E...

DONNA GRASSA Già, sì: e?

AUTISTA (Distrattamente.) Non riesco a cavare un ragno dal buco... (Breve pausa.) E... niente, cosa vi devo dire? Erano tutti immobili, come quello lì. Tutti. Mi sono spaventato, e volevo scendere subito, ma la porta davanti era distrutta, la cabina era schiacciata come una sogliola... non so come ho fatto a sopravvivere... allora mi sono diretto verso la porta di dietro... e attraversando il corridoio... scuotevo per le spalle quei passeggeri... così... (Scuote per una spalla la ragazza, che si scosta rapidamente.) ma non si muovevano, erano tutti semplicemente immobili. (Ancora con la ferita, come sopra) Come quello lì...

ANZIANO COL GIRELLO Strano davvero.

AUTISTA (Indicando la Donna senza bambino.) Come quella lì.

Tutti ora notano, improvvisamente, la Donna immobile.

UOMO GRASSO Ma sì... è vero... non l'avevamo mica vista...

DONNA GRASSA Che starà succedendo... io ho un po' paura. (Addenta con lentezza un panino.)

RAGAZZA E da dove salta fuori?

Tutti le fanno cerchio, tranne l'Anziano col girello, che le si avvicina lentamente. Quando anche questo sarà arrivato nei pressi della Donna immobile, tutti andranno a riprendere il loro posto.

ANZIANO COL GIRELLO (E' arrivato vicino alla Donna immobile, le tocca una spalla, cerca di smuoverla.) Sì, è immobile anche questa... Signora... Signora!

L'Uomo grasso e la Donna grassa si guardano a bocca aperta. La Ragazza incomincia a fotografare la Donna immobile, ma scatta solo una volta, poi rimette il telefono in tasca, visibilmente spaventata, si allontana camminando all'indietro. La Donna grassa è letteralmente pietrificata dalla paura. L'Uomo grasso allora cerca di smuoverla, teme sia diventata anch'essa immobile. Ma quella con un grido sobbalza e riprende a masticare rabbiosamente.

AUTISTA (Allarga le braccia, sconfortato.) Cosa succede? Che succede a tutta questa gente?

POSTINA (Entra ed esce.) Chi fa da sé fa per tre.

Entra il Bambino. Va verso la mamma. La raggiunge e gli tira la sottana.

BAMBINO Mamma... mamma... mamma... che fai? Mamma... stai male? Mamma... cos'hai?

ANZIANO COL GIRELLO (Si avvicina al bambino) Mamma non può rispondere, ora, ma sta bene, stai tranquillo. Sta solo riposandosi un poco.

BAMBINO (Lo ignora.) Mamma... mamma... mamma... cos'hai?

AUTISTA Che poi... sì... in fondo, davvero: cos'ha?

ANZIANO COL GIRELLO Niente. Non ha niente. Sta bene.

AUTISTA Non so. No, non sta bene. Cos'ha?

ANZIANO COL GIRELLO Dan come l'idea d'esser persone che si son dimenticate d'esser persone e son diventate come cose, come pietre.

DONNA GRASSA I monumenti di loro.

UOMO GRASSO (Ridendo.) Si assomigliano!

BAMBINO Mamma... mamma... mamma!!!

(Alla Donna immobile cade rumorosamente la borsa della spesa.)

UOMO GRASSO Un po' dura da mandar giù.

ANZIANO COL GIRELLO Troppo, poi per un bambino...

DONNA GRASSA Non si può mica digerire.

RAGAZZA Secondo me non c'è niente d'aver paura. Appena ci giriamo, ripartono e ci fanno fessi.

ANZIANO COL GIRELLO Non lo so. È come se, all'improvviso, in un certo momento, il suo... il loro tempo si sia fermato. E noi gli giriamo intorno, così velocemente, col nostro tempo, che non li vediamo più muoversi.

RAGAZZA Cioè?

ANZIANO COL GIRELLO Cioè, dico che siam troppo veloci noi.

AUTISTA Come le mosche?

RAGAZZA Le mosche, adesso...

ANZIANO COL GIRELLO Sì, una mosca, una mosca d'un tipo velocissimo. Ti gira attorno così veloce che agli occhi suoi, tu sei fermo, immobile.

UOMO GRASSO E invece sei lì che ti danni per acchiapparla, magari.

DONNA GRASSA Già, siam come le mosche!

AUTISTA Già. (Lunga pausa.) Oppure?

ANZIANO COL GIRELLO Oppure s'è fermato il nostro, di tempo. Il nostro di tutti. Noi li vediamo qui, qui son passati, qui forse s'è fermato il nostro tempo, e qui li vediamo sempre, per sempre, immobili.

UOMO GRASSO E' come la storia del soffitto di mio nonno.

AUTISTA Come, scusi?

UOMO GRASSO Diceva che era invecchiato tutto d'un colpo, diceva che il tempo gli era saltato alla gola. Come un lupo.

DONNA GRASSA (Annuendo.) E' vero.

UOMO GRASSO Sì, perché diceva che il tempo era come un branco di lupi. E c'era quello che ti studiava, quello che ti camminava lento-lento tutt'attorno, quello che si sedeva e ti guardava e quello che, alla fine, ti saltava alla gola. Poi, però, ti mangiavano tutti insieme.

DONNA GRASSA Sacrosanto!

UOMO GRASSO E solo il giorno prima pensava di vivere in una casa resistente, parlandone come fosse la storia dei tre porcellini, diciamo, la casa con i muri di mattoni. Poi, però, tutt'all'improvviso un lupo gli è saltato alla gola. Avrò dormito con la finestra aperta, diceva.

AUTISTA E...

UOMO GRASSO Un giorno mi disse: son così tanto invecchiato, tra ieri e oggi, che per tutta notte son stato a guardare il soffitto correr via veloce e lontano, lontano... (Fa un gesto con la mano verso il cielo come per indicare un punto remotissimo.)

(Breve pausa.)

AUTISTA Certo... c'è da diventar matti.

ANZIANO COL GIRELLO Per un giorno, per un momento, per un caso, per un bisogno, noi li abbiamo visti, li vediamo. Poi gireremo al largo, riprenderà, in qualche modo il nostro o forse il loro tempo, e ci dimenticheremo di loro, così come loro hanno dimenticato il tempo. Sì, ci dimenticheremo di loro e quando saremo tornati qui, loro saranno scomparsi, come fantasmi all'alba.

RAGAZZA E i morti siamo noi o loro?

ANZIANO COL GIRELLO Tu sei morta? Ed io? Quell'uomo, quella donna, immobili? Son forse morti? Son solo scappati al tempo. A quello nostro.

UOMO GRASSO O forse noi al loro.

DONNA GRASSA (A bocca spalancata, sputando moltissimo cibo.) Giààà!!!

(Entra ed esce la Postina, come sempre.)

POSTINA Chi ha tempo non aspetti tempo!

Alla Donna immobile cade il fazzoletto.

UOMO GRASSO Siam vivi. Eccome.

DONNA GRASSA Andiamo e veniamo, mangiamo.

RAGAZZA Secondo me non è abbastanza.

ANZIANO COL GIRELLO E' proprio vero, è proprio così: andiamo, torniamo, facciamo mille cose, ma cos'è davvero che ci rimane in mano? Che quando andiamo a dormire pensando a quella cosa, possiam davvero dirci: “Ne è valsa la pena?”

(Breve pausa.)

RAGAZZA Andiamo...

AUTISTA Passiamo...

ANZIANO COL GIRELLO Torniamo... poi andiamo...

AUTISTA Passiamo...

RAGAZZA Torniamo... poi andiamo.

AUTISTA E basta. Siam passati.

ANZIANO COL GIRELLO E non torniamo. E le cose restano. Insomma, ne valeva la pena?

(Pausa.)

UOMO GRASSO Mi scuso, eh, gentilmente, non volendo offendere nessuno ma secondo me questa cosa del valere la pena è una roba da figli di papà, rispettosamente. Perché finché ti lamenti del darti pena, comunque significa che non hai solo pena, vuol dire che c'è qualcosa nella tua vita che non è pena, mi sto spiegando, e quindi per quella cosa lì che non è pena, hai penato poi corri a casa e l'abbracci, puoi ben dire che ne vale la pena, ed è roba da signorini, perché chi ha solo pena non si chiede se vale la pena, la loro vita è pena, e cosa volete che ci facciano, certo, per forza val la pena, se no muoiono.

(Breve pausa in cui tutti osservano l'Uomo grasso con ammirata curiosità.)

DONNA GRASSA Cambiate discorso che se no si vergogna.

UOMO GRASSO (Caccia un “AH!!!” prolungato, ad altissima voce.)

(L'Anziano col girello salta letteralmente sulla panchina. Gli altri fanno un passo indietro.)

DONNA GRASSA Adesso digerirà male.

Si fermano tutti, per un breve istante. Riprendono i suoni ambientali. Il sole giunge quasi al suo declino (6). L'uomo e la donna sospirano profondamente, come si fa dopo aver pianto a dirotto. La luce incomincia gradualmente a calare. Il tempo riprende per i personaggi “mobili”. I cani ricominciano a latrare. Suona il cellulare dell'Uomo immobile. Gli cade. Il bambino rimane abbracciato alle gambe della mamma. Guarda perlopiù fisso davanti a sé.

DONNA GRASSA (Illuminata.) Dormono!

UOMO GRASSO Sì, certo, dormono in piedi.

DONNA GRASSA Eppure li ho visti da qualche parte che dormono così.

RAGAZZA Certo, dove vi siete conosciuti: in una stalla.

(Ridono tutti, meno la Donna grassa. Col panino in mano guarda verso il cielo, estatica.)

RAGAZZA Fra poco fa buio.

UOMO GRASSO Però non fa tanto freddo.

DONNA GRASSA Non fa neanche tanto caldo.

AUTISTA Si sta bene.

RAGAZZA Fa ancora bello.

DONNA GRASSA Ho visto le previsioni: lo farà ancora per un po'.

UOMO GRASSO Poi farà brutto.

AUTISTA Poi farà freddo.

ANZIANO COL GIRELLO Cosa sarà, poi, questa cosa che tutte queste cose “fa”?

AUTISTA Come, scusi?

ANZIANO COL GIRELLO Fa freddo, fa caldo, fa buio, fa brutto, fa bello. Ma cosa?

UOMO GRASSO Ma come, cosa?

ANZIANO COL GIRELLO Cosa, fa?

DONNA GRASSA Il tempo.

ANZIANO COL GIRELLO Quale?

Adesso incomincia davvero a far buio. La notte sta per iniziare, s'accendono i due lampioni. I personaggi incominciano a parlare sempre più lentamente, fino a fermarsi. Le successive quattro battute vanno enunciate “al rallentatore”, contemporaneamente.



UOMO GRASSO Il tempo.

AUTISTA Atmosferico.

RAGAZZA Biologico.

DONNA GRASSA Termodinamico.

Ora i personaggi s'immobilizzano. Ripartono i rumori ambientali. Spunta la luna (1). L'Uomo immobile s'avvicina lentamente alla Donna immobile, le fa un cenno d'invito. Insieme, ora, danzano al centro del palco, con un'ostentata eleganza che richiama le movenze delle coppie al ballo del debutto. Infine s'abbracciano, si scostano malamente, ancora s'abbracciano, ancora gesticolano minacciosi, si salutano e tornano ai loro posti, nuovamente immobili. Riprende il tempo degli “altri”, ora, riprendono i cani e tutte le altre cose che gli spettano.

AUTISTA (Con un dito nella ferita) Finirà mai, il tempo?

RAGAZZA Come?

AUTISTA Cioè, nel senso... il tempo come una freccia, no? E noi che stiamo sotto e la vediamo passare. Cioè... ad un certo punto passa... è passata, non c'è più... arrivederci, addio.

DONNA GRASSA Già...

UOMO GRASSO Non so...

AUTISTA Sarà mica una freccia lunga all'infinito, se no, come si fa a scoccarla?

ANZIANO COL GIRELLO Se noi corriamo sotto alla sua stessa velocità la vedremo sempre.

RAGAZZA Si dice “andare a tempo.”

AUTISTA Ma se ci fermiamo, quella, passa.

ANZIANO COL GIRELLO E quando sarà passata, dopo, cosa ci sarà?

AUTISTA Dopo?

ANZIANO COL GIRELLO Già. Che stupidaggini dico, dopo, oramai, sarà troppo tardi.

(Pausa. La Ragazza gioca col cellulare. L'uomo grasso guarda fisso con la bocca aperta davanti a sé. La Donna grassa guarda nel sacchetto: è finito il cibo e guarda l'Uomo grasso sconsolatamente. Il Vecchio col girello guarda in basso, scuote impercettibilmente la testa. L'Autista guarda la Donna immobile, poi l'Uomo immobile, e pensoso sta col dito nella ferita.)

AUTISTA Quindi, scusi... quindi come a dire che secondo lei ne vale sempre la pena?

UOMO GRASSO (Come prima caccia un “AH!!!” ad altissima voce. Stesse reazioni degli altri, come prima.)

(Breve pausa.)

RAGAZZA (Improvvisamente, come in preda ad un'illuminazione quasi mistica.) C'è questa gente, no?su questo pianeta... che sa che sta per passare una cometa bellissima. E allora alcuni di loro prendono un'astronave e le vanno dietro, sempre. Vivono sempre dietro alla cometa.

UOMO GRASSO E allora?

RAGAZZA E allora per loro la cometa diventa come una stella fissa qualsiasi, voglio dire... e tutte le altre stelle che prima dal pianeta erano diventate noiose, adesso sembra che corrano come delle pazze.

DONNA GRASSA E quelli che son rimasti?

RAGAZZA Non so. Sembrano fermi per quelli che son partiti. Eppure vanno e vengono, nel loro piccolo. E pensano che siano fermi quelli dentro all'astronave, dietro alla cometa.

AUTISTA (Guarda l'Uomo immobile.) Non ci s'annoierà?

UOMO GRASSO A star sul pianeta o sull'astronave?

AUTISTA A star fermi così. Io non ce la faccio a star tanto in un posto.

ANZIANO COL GIRELLO A forza di andare avanti e indietro, andare diventa come stare in un posto più grande.

AUTISTA Segui il tempo e quello non ti sorpassa mai, è come stare fermi.

RAGAZZA Bisogna anche guardare il lato positivo...

DONNA GRASSA Cioè?

RAGAZZA Cioè smetteremo d'invecchiare. Di correre, di stressarci.

AUTISTA Basta girare a vuoto.

UOMO GRASSO E' uguale a essere immobili, come quelli lì.

DONNA GRASSA Basta ingrassare.

ANZIANO COL GIRELLO Basta morire. Sempre morire!

AUTISTA Sarà come essere morti.

UOMO GRASSO E' vero, vai e vieni. E se rimani guadagni solo tempo.

ANZIANO COL GIRELLO Ma se cerchi? L'uomo è fatto così, l'uomo cerca, sempre.

RAGAZZA Io dico che se cerchi qualcosa che non hai non lo troverai mai, che non sai che faccia ha.

(Pausa come sopra.)

DONNA GRASSA In effetti, forse, davvero sono un poco contagiosi. Mi sembra che siamo diventati belli fermotti anche noi, qua.

UOMO GRASSO Non è che ti sei mai sbattuta tanto su e giù, tu, eh?

DONNA GRASSA Quand'ero giovane...

AUTISTA E poi?

DONNA GRASSA Poi è passato il tempo...

RAGAZZA E allora?

DONNA GRASSA E allora ha incominciato a sembrarmi che non valeva più la pena.

ANZIANO COL GIRELLO E quando è stato?

DONNA GRASSA Non so. Pena e fatica. E obbligo. Ti dimentichi cos'è quello che vale la pena.

(Breve pausa.)

AUTISTA E quando ti piace fare fatica? E quando non puoi fare a meno di far fatica? E quando rispondi che: no. Non ne valeva la pena, che fai? T'immobilizzi?

ANZIANO COL GIRELLO Forse.

RAGAZZA T'ammazzi.

UOMO GRASSO E dai con 'stò ammazzare.

ANZIANO COL GIRELLO Ma invece d'ammazzarti, perché non prendi e vai? Vai in un posto in cui sei contento. In cui non c'è niente. Vale la pena, d'essere contenti.

RAGAZZA Come fai ad essere contento se non c'è niente?

ANZIANO COL GIRELLO Perché non c'è niente.

DONNA GRASSA (Sputacchiando cibo.) E le responsabilità?

ANZIANO COL GIRELLO Un posto dove sei irresponsabilmente contento. Dove non ti ricordi neanche più come ti chiami, dove non credi in niente.

RAGAZZA Ovvio. Se non c'è niente...

ANZIANO COL GIRELLO Dove non resti immobilizzato perché non sai cosa scegliere, lì, perché non ci sono alternative, non sai nemmeno cosa voglia dire “scegliere”.

(Breve pausa.)

RAGAZZA Sì, forse sono un po' contagiosi. (Si stende su di un fianco.)

(Breve pausa.)

AUTISTA Come faremo, adesso, ad andare avanti senza di loro?

UOMO GRASSO Col tempo ci raggiungeranno.

AUTISTA Col tempo li raggiungeremo.

ANZIANO COL GIRELLO Col tempo li dimenticheremo.

DONNA GRASSA Ci vuol pazienza. Ci vuol tempo.

RAGAZZA Non ho molto tempo d'aspettare, io. Ho ancora molte cose da fare, sapete?

UOMO GRASSO Quando? Adesso?

RAGAZZA Adesso... In generale.

DONNA GRASSA Come faremo adesso a tornare a casa?

ANZIANO COL GIRELLO Lentamente... lentamente... (S'incammina.)

Il passo dell'Uomo col girello diventa sempre più lento. Si ferma. Ripartono i rumori ambientali. La Luna si sposta in avanti (2). Luce accecante. Musica degli Swan. Luce stroboscopica. I due immobili si portano al centro del palco. Danzando mimano azioni normali della vita quotidiana: mangiare, bere, guidare, correre, camminare, salutare. Durante questo ballo si spogliano. Una volta nudi si abbracceranno, si baceranno, infine giaceranno, uno di fianco all'altro. Luce accecante. Buio. Silenzio.

Luce del mattino. Cani che latrano in lontananza.
Un uomo fruga tra i rifiuti. Ode dei rumori e fugge spaventato.
Sentiamo arrivare l'Uomo col girello. Quando l'Uomo che fruga nei rifiuti lo sente, se ne va, furtivo. Entra l'Uomo col girello. Si ferma al centro della scena e guarda in avanti.
Entra l'Autista.

AUTISTA Buongiorno.

UOMO COL GIRELLO Buongiorno.

POSTINA (Entra ed esce.) Chi ben incomincia è a metà dell'opera! Buongiorno.

Entrano l'Uomo e la Donna grassa, si siedono sulla panchina.

Entra la Ragazza, guarda il cellulare e cammina svagatamente su e giù.

AUTISTA Fa freddino.

UOMO GRASSO (Sgranocchiando qualcosa.) Fa venire sonno questa luce.

DONNA GRASSA (Anche lei sgranocchiando.) Fa schifo.

RAGAZZA Farà anche più brutto, più tardi, dicono...

AUTISTA Cosa vuoi farci... mi sa proprio che sia finita, la stagione.

VECCHIO COL GIRELLO Oramai... ma tornerà.

(Sipario.)