martedì 20 dicembre 2011

Sodiomia.


Sì... stava lì a contemplare le dure pietre dei comandamenti: “Non avrai altro dio all'infuori di me”. Lo fece riflettere a lungo. All'improvviso gli si aprì un mondo, capì il senso. Quello nascosto. Della frase: “Significa che dentro di te ci posso trovare un dio. Mi piace.”

Incenso. Incendio. Fiamma. Sale. Sale a manetta.

Appena fuori Sodoma in fiamme, lei... lei si gira... eh sì, non è uno spettacolo che si puù facilmente ignorare. Ti Devi Girare. E Zac! Euridice di sé stessa, non un'Euridice tradita da un dubbioso Orfeo (che tutto sommato cede alla tentazione di sincerarsi che dietro di sé non ci sia – minaccioso – qualcosa di Quel genere), nella fattispecie, questo Orfeo che l'accompagna dubbi non ne ha, continua a dar le spalle, non si volta (tutto sommato resistendo alla tentazione di sincerarsi che dietro di sé ci sia veramente – granitico – qualcosa di Quel genere), non ci pensa neppure, costui: Oscar Wilde, se ne va pel mondo a diffonder, sopravvissuto, la Lieta Novella: -Like it a Lot- pensa tra sé e sé.

E poi: perché statua di sale, perché non piazza di porfido? Perché non pozzo o tunnel nella roccia? Facile levare la spada dalla roccia, arduo infilarcela saldamente.
Ma quanto è difficile estrarre una galleria dalla montagna?

Oh Stauros non è croce non è staccionata è decisamente un palo, ecco, i geovini lo sanno, non c'è niente di male, per carità, è l'uso immaginato che non capiamo, lo spaventapasseri lo infili sul palo, non ce lo pianti contro ed anche il Sig.Le Monnier è molto contrariato ed a riguardo dice che lui alla voce Stauros potrebbe persino contemplare l'ipotesi, per quanto poco gli interessi la cosa, che uno spaventapasseri possa pure venire tranquillamente crocifisso.

Na! Queste cose non si fanno!
Cl! ?

No, non ha nessun risvolto terapeutico nella lotta alla ricerca di una cura contro l'epidemia di Horror Vacui che va minacciandoci.

La moglie di Lot e le Metamorfosi di Ovidio. Da approfondire.

Il prolasso delle gomorroidi.

Caprette che amano il sale.

Vedo nero, dice. Embé? Il nero è un bellissimo colore.

Salnitroglicerina. La glicerina per le perette. Si torna sempre lì.

Sono stufo dei miei vecchi amanti.
Le presento uno che a mio parere potrebbe far per lei.
Ovvero?
Ha presente l'albero di Natale?
Sa, non amo i germanici...
Ma questo viene da una particolare regione...
Men che meno i Tirolesi... capirà...

Tamponamento: m'è venuto nel culo e sono rimasto di merda. Cose che Ovidio deve sapere.

E' un must del telefilm poliziesco americano. Prima o poi capita sempre la puntata in cui i due detective arrivano alla casa del reo per arrestarlo. E' dove apprendiamo che per incastrare senza via di scampo il criminale, la regola d'oro è di piazzare il detective più grosso sulla porta sul retro.

- E' così... la nostra innocenza e quella dei nostri figli è continuamente insidiata da questo bombardamento mediatico.
- Lei dice? Io, vede, non ci avevo mai neppure fatto caso.
- Eppure, guardi... ovunque... lei non se ne rende conto così, ma... provi a guardare in tv
- In tv?
- Sì, prenda il secondo canale, ad esempio.
- Ma cosa?
- Cosa??? E' pieno di messaggi sublimianali!!!

Esiste altro dio all'infuori di me, non lo disse un dio, lo disse Abramo, nell'atto di gettare il figlio da quella rupe che non era nemmeno Tarpea e manco lo sarebbe diventata, così disse, ed era una preghiera, significava: c'è un altro dio fuori di me, ovvero aldifuori di quello che c'è in me, che mi è entrato dalle spalle e questo lo deduco dal fatto che sto per fare qualcosa di veramente mostruoso, ma ci sono obbligato, come dire, quel dio me lo sta mettendo in quel posto, comunque dicevamo, se c'è un altro dio all'infuori di quello dentro di me, che venga, e presto, e gli appioppi un bel calcio nel culo. A quello stronzo.

sabato 17 dicembre 2011

OF MAIS AND MICE


Il topo ha il concetto di universo finito.

Dice Ho letto un romanzo tanto interessante di un americano, tratta d'un uomo grande e grosso che tiene delle pannocchie in tasca e gli vuole bene ma tanto fa per accarezzarle che quando si innervosisce senza volerlo può capitare che le stringa troppo forte e quelle soffochino e allora lui ci rimane tanto male per aver ammazzato la pannocchia a cui voleva tanto bene E allora io dico Oh che cosa interessante, qual è il titolo di questo bel romanzo? Ed ecco risponde lui of mais and men Strano Vado riflettendo io Ho sentito parlare di una cosa simile riguardo ai topi, sa, io di questi animali m'intendo parecchio In effetti Riprende lui Le confesso che ho letto solo il titolo e due o tre righe ma mi ha annoiato subito e così l'ho riposto Oh allora Faccio io Credo che forse si trattasse di of mice and men Beh e io cos'ho detto Interviene lui Mais, Dico io Fa lo stesso, Dice lui, No, col cazzo, caro il mio stronzone, Dico io – maleducatamente – Oh allora mi scuso tanto Si ritira lui E' del tutto scusato E allora lui Com'è che s'intende tanto di topi? Io Dacché produco formaggio già tagliato pronto per le trappole Che cosa interessante Finge lui E poi ancora Oh sa m'ha sempre tanto interessato la questione del formaggio in generale, adoro quello coi buchi Lo sospettavo Gli dico io Se vuole Continuo Le racconto qualcosa d'interessante Ma certo Fa lui Parta dal presupposto che due forme di grana e di emmenthal siano perfettamente uguali senza nessuna scritta e colorate allo stesso modo Sì la seguo Dice lui Ecco Continuo io Come crede che se ne potrebbe riconoscere l'una dall'altra? Ma non saprei Risponde lui E'impossibile Dico io e Poi Allora ho pensato di fare i buchi anche sulla superficie esterna dei formaggi, così basta guardarci dentro per capire che formaggio è Oh molto ingegnoso Lui, fingendo di capire E io Sì, certo questo però ha avuto delle piccole ripercussioni piuttosto negative Tipo? Chiede lui Tipo che succede questo: Rispondo io Che il topo si infila nel buco, va fino in fondo, al centro del formaggio, ed incomincia a mangiarselo E? Chiede lui E Rispondo io Ingrassa così tanto che alla fine non riesce più a passare dal cunicolo da cui era venuto, così si rassegna a passare la vita lì dentro finché un bel giorno finisce il formaggio perché il topo se l'è mangiato tutto e così muore Oh è molto triste e sarà una grossa perdita per lei Oh no, non direi, perché in effetti a quel punto il topo morto dentro alla forma è diventato il formaggio e così il problema non si pone più Oh Sì, l'unico inconveniente a quel punto è che è del tutto inutile guardare dentro al buco per cercare di capire quale sia un formaggio e quale l'altro Oh dev'essere una tragedia Dice lui credo con una punta d'ironia Beh Io Lo è davvero, perché a quel punto dobbiamo procedere al carotaggio del topoformaggio Dev'essere piuttosto noioso Non solo, anche del tutto inutile Confesso io e poi Perché d'altra parte il topoformaggio è del tutto inutilizzabile come trappola per topi Oh Già E dunque? E dunque lo riutilizziamo come trappola per gatti E funziona? Sì, perfettamente, nelle zone in cui lo usiamo c'è una proliferazione di ratti esagerata Dev'essere un problema No non lo è in effetti perché ci facciamo pagare dai Servizi Segreti di alcuni stati per la diffusione di questo articolo nei paesi in cui si vuole diffondere questo disagio Oh, interessante Sì, e molto ben escogitato, in alcune zone siamo riusciti persino a sviluppare alcuni piccoli focalai di peste Oh ma complimenti le faccio le mie congratulazioni Beh che dire non per vantarmi ma sono proprio un imprenditore di successo,io E lui Io invece ho fallito miseramente sa? No, Rispondo io, Non so ma se proprio ci tiene mi dica E lui che infatti ci tiene mi dice Io guardi avevo provato ad iniziare una coltivazione di pannocchie di mais da compagnia Oh come può essere fallito Dico io con malcelato sarcasmo A causa dei topi Dice lui Oh Faccio io

Sì, d'accordo, questo dialogo è troppo brutto ed insensato. Lo tronco prima che degeneri ulteriormente. Se necessario me ne scuso. O: no. Non me ne scuso. Se lo avete Davvero letto fino alla fine, beh, ve lo siete meritati. Cacchi vostri.  

martedì 6 dicembre 2011

IL LIBRO (s)CONSIGLIATO

BOHUMIL HRABAL :
UNA SOLITUDINE TROPPO RUMOROSA 
(1977)

DUE PAROLE AGLI AMICI CHE SI ACCOSTANO
CON GIUSTE SPERANZE AD “UNA SOLITUDINE TROPPO RUMOROSA” DI BOHUMIL HRABAL.

E' la storia de 'n vecchio che per arrontondà, se ruba li libri che dovrebbe macerà. 'Sto vecchio stronzo, però, se l'infila 'n saccoccia e poi mica li vende. Se li tiene 'n casa, ce fa dei tramezzi, de' soppalchi, de' solai. Ce fa delle cose da pazzi. 'Nfatti, tutte 'stè tonnellate de libbri alla fine divenneno un trappolone che minaccia de crollarglie addosso e ammazzallo. Ma, sebbene l'idea del lettore sia proprio quella che sarebbe 'na ggiusta fine per 'sto stronzo, l'ipotesi viene frustrata già da subbito per corpa de quer l'artro stronzo, quello ch'ha scritto la introdduzzione.

QUALCHE NOTA SULL'INTRODUZIONE ALLA PRESENTE EDIZIONE.

Adesso ce sarebbe pure da dì 'na cosa su 'sta 'ntroduzzione. Che a 'sto 'mbecille je l'hanno fatta scrive solo perchè a Hrabal (che sarebbe l'autore de 'sta stronzata) l'ancontrato una vorta a Roma, e 'n' artra a Praga che quasi je sputa 'n faccia. In 'sto gioiello dè 'ntroduzzione, praticcamente, l'autore (de l'introduzzione) dice che a Roma c'aveva paura de encontrà a Hrabal perchè 'sto scrittore è 'n'avvinazzato e pensava: “mo me dice “a stronzo, a ebbreo de mmerda.”” 'Nvece er vecchiarello è pure simpatico, tant'è lo va a ritrovà pure a Ppraga, 'ndove quello sta mezzo morto dalla birra che s'è bbevuto e quasi quasi je sputa 'n faccia. Costui se accompagna ad una vecchia svizzera malaticcia, e se rivedono er giorno dopo. Ma sta ancora 'mbriaco e de lui nun gliene frega 'n cazzo. Fatto sta che stì due (er Hrabal e 'a svizzera) moreno tutt'e due lassando un grande vuoto negli ambienti più vari – soprattutto le osterie - e prenditi questo a metà 'ntroduzzione te ficco pure come va a finì er romanzo, così te lo rovino, o incauto lettore e te la piji 'n der culo. Stronzo. Così, ggià sapendo come andrà a finì dall'introduzione, il lettore si risparmia 'a fatica de fa er tifo per le tonnellate de libbri, de dì: aò, schiantateve sur vecchio zozzo (che neppure se lava) accoppatelo!

CHE LA GRAN MAGGIORANZA DEI TOPI NASCE MEZZA CIECA E LA GRAN MAGGIORANZA DEGLI SCRITTORI D'AVANGUARDIA NASCE MEZZA CECA.

'Sto vecchio 'mbriacone, che cammina come 'n cane (er protagonista der libbro) c'ha poi la fissazione de li topi. C'ha 'r magazzino 'nfestato da li topi, ma, soprattutto, non ie riesce de scordarse neppure per un istante che sotto ad esso, ne le fogne se combatte 'na guerra 'nfinita fra clan de surmolotti. Nun passa 'n capitolo senza che non ce 'a meni con stè stronzata de li surmolotti. Dal Devoto-Oli:
surmolotto s.m. Sorta di grosso topo (Rattus norvegicus), grosso e battagliero, diffuso in tutto il mondo, noto anche con il nome di ratto delle chiaviche. [dal franc. surmolot comp. di sur- e molot ' topo campagnolo ' ].
Quindi er surmolotto è un topo campagnolo. De chiavica. Norvegese. Per me è stata 'na scerta der traduttore che nun se la sentiva proprio de dovè scrive ogni dù pagine “zoccola de quà, zoccola de là, ce stà la guera de le zoccole.” Quanto è importante la lettura, la curtura, ce 'nsegna stò libbro. 'Nfatti, passeggiando amabilmente sottobraccio alla mia bella, lungo i viali solitari della riqualificata periferia, scorgendo un ratto infilarsi rattamente nella fogna sentirò gridare: “Anvedi, 'a zoccola!” et io, posatocalmoriflessivo, con l'occhio semichiuso ma non per questo meno penetrante, guarderò A costui e a mezza voce, così, senza neppure fermarmi, je dirò: “Al limite, nevvevo, mio cavo bifolco, tvattavasi d'un suvmolotto vieppiù.”

SULL'INDUSTRIA DEL RICICLAGGIO DELLA CARTA

Allora... so' annato a vedè: 'na tonnellata de carta te 'a pagheno dalle 35 alle 90 piotte (N.d.R: non siamo al corrente, dopo il passaggio dalla lira all'euro, se l'attuale quotazione della piotta sia equivalente ad un euro – equivalente a 1936,27 lire – ma continueremo ad usufruire di questo termine credendo di far cosa giusta, per lo meno, convenzionalmente. Grazie per l'attenzione.) Quindi diciamo che mediamente 'na tonnellata de carta me viene 62 piotte. Dato che 'sto libbro me viene a pesà (nemmanco, ma diciamo per pietà) 'n etto, il prezzo de 'sto libro ar mercato della carta da macero è de 6 millesimi de piotta. Ve rendete conto? Se nun me 'o regalavano, cor cazzo che me 'o compravo. Prezzo: 9 piotte. Dato che il romanzo 'n sé è de circa 70 paggine, me veniva a costà 12 centesimi de piotta a paggina, che ogni quattro fronteretro che giravo me bevevo 'n caffè. A ladri!

SULLA VISIONE DI FIGURE MITICHE E SULL'AMORE DEL PROTAGONISTA

Sempre tormentato dai topi (a regalateje 'n gatto, a stè stronzo), er vecchio 'mbriacone a 'n certo punto se vede spuntà un giovane e 'n vecchiarello. Er giovane sarebbe Gesù Cristo, pare, inequivocabilmente, ma 'r vecchio, chiamato Laozi, è ambiguo. Nun se capisce chiaramente, 'nfatti, se trattasi costui di Lao-tzè o dè Bruno Lauzi. Propenderemmo per la seconda ipotesi 'n quanto Lao-tz èè morto da troppo tempo. Er protagonista poi, per colmo dei colmi, ce racconta del suo amore giovanile ch'è 'na ragazzetta che sta sempre sporca dè mmerda.

GIUDIZIO FINALE: 5/5 (in asterischi: *****(su*****)), in pallini °°°°°(su °°°°°).
In palle, ovviamente, due su due.


Note a parte
- Bohumil è 'no yogurt
- Il mio romano è pessimo dacché non sono romano e ne so proprio poco di questo dialetto.
- Ne consegue che aver scritto questo pezzo in tale idioma, non ha nessun senso ed è dettato esclusivamente da questioni commerciali tutte da accertare.
- Compratelo: troppo caffè vi fa male.