giovedì 20 dicembre 2012

H -25-

Ecco, allora, di corsa, come di corsa posso fare, esco, sbandando, sbattendo, apro con una spallata il portone di questa chiesa ed eccomi di nuovo finalmente in strada alla luce, all'aria. Guardo a destra e a sinistra, anzi, prima a sinistra e poi a destra, questa cosa qualcuno deve avermela insegnata, è così che si deve fare, questo è l'ordine giusto. Beh, comunque né da un senso né dall'altro giungono folle inferocite, guardie armate, popolani infoiati alla luce delle fiammeggianti torce, che è ancora giorno, è ancora chiaro e comunque niente torme villiche indemoniate, neppure con torce spente, per non parlare di forconi, siamo pur sempre in città, forse esagero dicendo che tutto ciò mi delude. Ma... sia. La strada è libera. I pochi che passano sembrano non notarmi o non volerlo fare. Forse non sono ancora famoso. Il palazzo della donna è laggiù, davvero poco lontano. Con due balzi attraverso la strada, tre, altri, piccoli balzi ed eccomi alla portellina d'ingresso di quel palazzo, SQUEERKL KREEEAK ed ecco i liberi viandanti sulla libera strada che ora un poco mi notano, ma l'ingresso mi viene spalancato da un portiere certo non troppo zelante, sta col capo chino, non ho neppure suonato, né c'ho tenuto troppo che mi si vedesse bene in faccia, potrei essere un malintenzionato ed anzi proprio lo sono, ma forse il portiere questo l'ha capito, lo sa bene che a sbarrare la strada ai cattivi ci si fa solo male, ah sì, io sono così, son cattivo, costui pensa che io sia cattivo, beh, no, non lo sono affatto o forse sì comunque la cosa non lo dovrebbe riguardare, da quando in qua i portieri si permettono di emettere giudizi morali sugli ospiti, ma basta, ora lasciamo stare, sono dentro, vado lassù, la prendo e la butto giù, già questo è il programma: io da giù a su, lei da su a giù e tutti felici e contenti... è il terzo piano, sì, questo lo ricordo bene, sulle scale volo, faccio i gradini treatre, quattraqquattro, cinqueacinque, le salto le scale, le divoro, ecco, eccolo il piano. Dovrò riflettere sulla mia incapacità di procedere in orizzontale e di spiccare nella corsa verticale, ma un'altra volta. Sento, poi, di aver sviluppato un senso dell'orientamento praticamente bussolico, è una parola che m'è venuta quando ho capito subito qual era la porta giusta e non era facile, che sono tutte porte uguali, ma la mia, quella giusta, quando pensavo di provare a bussare mi sono accorto ch'era socchiusa, sì, o meglio, nell'ottica del bicchiere mezzo pieno, era semiaperta ed ecco la spalanco piombangomici contro ma appena entrato ho stavolta l'accortezza di chiudermela alle spalle perché non voglio darLe una via d'uscita così facile quando tenterò di prendermela in spalle per gettarla dalla finestra, anzi, è intelligente che prima che io la trovi e la prenda, apra la finestra, che rischia di risultare un'azione difficoltosa, in seguito, con in braccio una donna che potrebbe non essere troppo felice del trattamento che le viene riservato, ecco, eccola la finestra maledetta, che se fosse stata murata io adesso sarei un libero grigio sanoesalvo impiedatuccio neurolabile pieno di piano futuro, mentre adesso tutto quel futuro, per colpa di questo assurdo buco nel muro, si va consumando intero in questi pochi ultimi istanti di caccia.

martedì 11 dicembre 2012

QUELLI CHE GLI ALTRI SONO STRANI


Inaccettabile è l'autolesionismo dacché socialmente tendiamo a proteggere proteggerci infilare nelle galere, non vuoi che si faccia male così pronto lo bastoni, ed allora ecco che il fumo è dannoso ma non solo: ammazza chi sta attorno al fumatore e chi s'ammala per i propri abusi pesa gravemente sulla collettività mentre invece no, se non abusi per nulla e vivi sano e felice cento anni non saranno certo le malattie della senescenza a pesare su di noi, no, la vecchiaia è saggezza, ricchezza e buttiamoli nelle case di riposo i saggi, son tutti saggi là dentro, sarà un bel simposio.
Distruggerete la casa che vi siete costruiti attorno.
Siete travi in fiamme.

Premetti che non sei perché sei, sei eccome.
Non vorresti che picconassi le unghie dei miei alluci giusto perché senti che non riesci più a tenere a freno i tuoi neuroni specchio.
Scienziati che volentieri rileverebbero i vostri armadi.

E tutto perché vi ostinate a riportare ognuno a ciò che a voi sembra normale dove Voi e normale funzionano sul sistema della maggioranza come sintomo relativo, e le bandiere ed i confini e le armi nazionali che servano contro agli Altri e le armi personali che Vi servano contro a Quelli e oh avete una lesione della libertà nel cervello, che sappiatelo subito, avete tutta la facoltà di penetrare con pallottole … pallottole oh quante mai saranno le pallottole che in guerre conflitti battagliette sparatorie inseguimenti armati e quantaltro di salnitrico ci sia che vanno sprecate e oh che peccato che vadano sprecate anche per una questione ecologica io conoscerei tanti begli indirizzi per tutta quella posta dispersa.
Mandatevi una cartolina che non vi piace ed insultatevi.
Ditevele tutte. Non abbiatevi pietà.

Ma se non ti interessa di me, perché ti occupi tanto della mia salute?
Pensi che sia strano, particolare, fuori dal comune. Lascia che ti sbarazzi della sua presenza da sé.
Cosa temi?

Hai comprato un loculo al cimitero / Hai letto un libro perché era in testa alla classifica dei più venduti / Hai naso per gli affari / Ti sei fatto una bella dentiera per non doverti più curare le carie / Hai smesso di fumare perché è cancerogeno / Hai naso per la cocaina / Discerni i rifiuti / Energia, energia, con quella vai dappertutto e. / Oh tu sai dov'è dappertutto / Hai naso, Riff Raff / Non ami il silenzio, ti sei fatto un abbonamento Sky / Ti sei rifatta labbra e tette, adesso così sei sicura di piacere agli imbecilli / Paghi tutto a rate e maledici il debito pubblico / Hai naso. Davvero. Segui la mia scia. Mi servono dei consigli.

Ecologia.
Qui o si fa l'Europa o si fa l'Europa.
Oncologia.

Lascia che ti spieghi che tutto fa male dacché se ce ne fosse di roba che fa bene non faresti altro che sparartela e saresti imperituro, ma dimmi tu se è più cancerogeno fumare o essere obbligati a far ciò che non si vuole, esser costretti a vivere con chi non s'ama, esser piegati dalla noia dal rimorso dal rimpianto? Dimmi, dimmelo, ti prego. Voglio essere triste e vivere a lungo, anzi di più, sull'orlo del suicidio: Immortale.

La forma non è un granché: scrivo di fretta; muoio presto, non peso.